Foto per gentile concessione di Giulio De Mauro

Rita Monastero, dopo la recensione di Il Libro Degli Stuzzichini ci concede una frizzante intervista.

Com’è nata la passione per gli stuzzichini?
Penso che sia congenita, perché – da che ho memoria – ho sempre apprezzato le piccole cose appetitose da mangiare prima con gli occhi.

Avresti mai pensato di arrivare a scriverci su un libro con oltre 100 ricette?
No, ma non avrei mai pensato che un giorno sarei arrivata a dei risultati così importanti e tanto diversi da quello che sembrava essere il mio percorso predefinito.

Oltre alle sette ricette base presenti in ‘Libro Degli Stuzzichini’, ce n’è un’altra o più che avresti voluto aggiungere?
Beh si.. la pasta sfoglia ad esempio, o la pasta fillo… ma si tratta di preparazioni più complesse, che da sole meritano un libro a parte.

Come nascono le tue ricette?
Mai da un disegno predefinito, ma sempre da un’idea casuale. A volte penso a un ingrediente base e lo immagino nei vari accostamenti, arrivo addirittura con la fantasia a sentirne il sapore… mio marito sostiene che io per questo motivo abbia il palato assoluto, equiparabile all’orecchio assoluto dei musicisti.

Qual è la differenza tra un buffet anni ottanta e un apericena dei giorni nostri?
Oggi si punta molto alla varietà dell’offerta e alle quantità e purtroppo questo non sempre si traduce in un valore aggiunto; al contrario, a volte si va a discapito della qualità. Sai, molto dipende dal fatto che sino a più o meno metà anni 90 il buffet era il re delle feste di compleanno o delle cene in piedi, sempre molto standardizzato nell’offerta, ma da quando la cucina si è internazionalizzata con un fortissimo impatto mediatico, ha suscitato curiosità e di conseguenza si è evoluta. Non a caso oggi nei menu degli apericena ci sono tanti piatti di derivazione straniera, a cominciare dall’immancabile cuscus.

Il Libro Degli Stuzzichini lo trovi QUI.

Nel libro ci esponi una differenza sostanziale tra aperitivo e cocktail party, preferisci più il primo o il secondo come evento di aggregazione?
Se posso scegliere, prediligo sempre e comunque il cocktail party. Trovo molto rassicuranti l’accuratezza del servizio, la selezione di pochi piatti eleganti e raffinati; ma questo è il mio gusto personale, in linea di massima rifuggo da tutto ciò che è confusione o eccesso. Non mi piacciono i luoghi in cui devi sgomitare per guadagnarti un piattino di qualcosa e trovo imbarazzanti gli assalti al buffet ai quali spesso assistiamo.

Dove sta andando la ristorazione di questi tempi, quali sono le nuove tendenze per un aperitivo?
Penso che la ristorazione sia su una china molto pericolosa, che stia precipitando verso un punto di non ritorno. Vedo molto locali che aprono e chiudono alla velocità della luce e spesso molti di essi applicano standard molto bassi; di contro, ve ne sono tanti altri di livello altissimo, ma non vedo una via di mezzo. Per quanto riguarda gli aperitivi, la tendenza mi sembra che sia un po’ verso l’appiattimento del gusto; non registro una tendenza all’eccellenza -fatte salve ovviamente le dovute eccezioni.

Molto utile la descrizione ‘monoboccone’ presente in ‘Il Libro Degli Stuzzichini’, ci sei arrivata per esperienza? Ti è capitato insomma di rovesciare un piatto mentre tentavi di tagliare la pietanza appena presa dal buffet?
Fortunatamente, fra le tante figuracce che mi capita di fare, questa ancora mi manca.. ma ho sfiorato spesso la tragedia. Inenarrabili i tentativi di destreggiarmi con un piattino in una mano, il bicchiere nell’altra, le posate incastrate fra le dita, il tovagliolino spiegazzato… il tutto in bilico sui tacchi 16 e magari infilata in un tubino dal tessuto delicatissimo. Ecco, è da situazioni così al limite della sopravvivenza che mi è nata l’idea di insistere sulla realizzazione di piccoli, garbati monoboccone.

Progetti futuri? Nuovi ricettari in vista?
Si, tantissimi progetti e tante nuove idee per un prossimo libro, ma non parliamone per ora. Questione di scaramanzia!

IL LIBRO DEGLI STUZZICHINI – GRIBAUDO – 2018

   

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