Dopo la rivelazione letteraria di La Caduta Delle Farfalle, abbiamo intervistato l’autore, Alessandro Mazzochel, che ha vissuto in prima persona il dramma del coma della compagna a seguito di complicazioni dovute a un disturbo alimentare.

 La Caduta Delle Farfalle è stato scritto durante il dramma subito dalla tua partner o successivamente?

Il libro è stato scritto nei mesi successivi al dramma, durante il momento della “riabilitazione”di Wendy. L’arresto cardiaco si è verificato nei primi giorni di luglio, ho iniziato a scriverein Autunno e per il Natale dello stesso anno avevo concluso, più precisamente. Al momento della scrittura non ne avevo piena coscienza ma, ex post, proprio in considerazione di questi tempi, considero La Caduta anche come una “rielaborazione” di quanto accaduto, un macigno pesantissimo che ha trovato naturalmente nella scrittura la propria strada di sistemazione.

Quant’è difficile restare calmi nei momenti descritti nei primi capitoli di La Caduta Delle Farfalle?

Penso sia piuttosto soggettivo. Una persona che non svolge l’attività medica non può prefigurarsi la “calma” in certi momenti. Per natura sono emotivo, emozionale ma da anni mi impongo un rigoroso auto-controllo, svolgendo impegni dove lo stress è il pane quotidiano. Credo siano stati comunque fondamentali i corsi di primo soccorso svolti dall’Ulss in collaborazione con le scuole superiori. Sono quelle cose accantonate dal cervello e resuscitate al momento del bisogno.  

Eri preparato a una situazione simile oppure non pensavi sarebbe mai successo proprio alla tua partner?

Sapevo a cosa andassero incontro le persone con disturbi alimentari, mi ero documentato sia con testi scientifici sia di narrativa. Non avevo, però, la minima idea che Wendy avesse già raggiunto un tale livello di gravità nella malattia. Eppoi, confessiamolo: sotto sotto si crede e spera che non capiti mai a noi, penso sia una normale autodifesa psicologica.

Quando hai deciso che la vostra storia sarebbe diventata un libro?

Scrivere è un esercizio quasi quotidiano per me. Benché non fosse scontato che la “catarsi”, la “liberazione” di questa vicenda, che dovevo in qualche modo cercare di razionalizzare, avvenisse attraverso la scrittura (c’era infiniti altri modi, più o meno salutari) in realtà è stato abbastanza naturale. Ho iniziato con le prime pagine, ho visto che funzionava e così ho continuato.

Cosa puoi consigliare a chi ha vicino una persona con disturbi alimentari?

Di non far rimanere solo il malato e di non rimanere da soli con il malato. Sono essenziali, fondamentali, le cure dell’apparato medico: psichiatra, nutrizionista, psicologo. La famiglia, l’amicizia non bastano. Servono concreti aiuti medici. Deve essere considerata una malattia al pari di  un tumore, per esempio: chi non ricorre all’aiuto medico? O della droga: causa la stessa dipendenza e provoca in ugual modo la morte.

Cos’è per te l’amore?

Domanda che meriterebbe fiumi di parole. Ne dico tre al volo: dedizione totale e reciproca; arricchimento fisico e spirituale; complicità.

E la perseveranza?

Consentimi un battuta. La perseveranza la considero come fortezza, una della quattro virtù cardinali: resistere alle avversità ma dare anche il meglio delle proprie possibilità.

Come si resta calmi all’ennesima bugia del partner sull’assunzione scombinata o la privazione forzata del cibo?

Non si rimane calmi, almeno nel mio caso. Certo non si grida né si perdono le staffe ma calmi e tranquilli proprio non ci si riesce, sul momento. Dopo ci si rende conto che la bugia non l’ha detta il tuo partner ma la malattia che ha invaso il tuo partner. E allora si prova tristezza e senso di protezione.

Progetti futuri? Nuovi libri in vista?

Viaggiare e svolgere bene il mio lavoro. Quanto a nuovi libri, sì, certo, come detto per me la scrittura è esercizio quotidiano, quindi ce n’è già uno in fase embrionale. Però: quasi tutti coloro che hanno letto la Caduta, quando me ne parlano, iniziano con: <<Mi ha fatto tanto piangere, sai?>>, il prossimo libro spero risulti più divertente. 

LA CADUTA DELLE FARFALLE – CITTA’ NUOVA – 2012

Leggi anche Intervista Fioly Bocca, Intervista Salvatore Striano e Intervista Michele F. Afferrante