In Scandalose, Cristina De Stefano costruisce una vetrina letteraria di donne sconvolgenti e libere, vissute tra la fine del diciannovesimo e il ventesimo secolo.

Venti donne che hanno vissuto a modo proprio in un mondo che le aveva già giudicate ed etichettate in partenza e che hanno trasformato il pregiudizio in una sorta di vanto con il quale contrattare la propria unicità nello stile dell’arte e nelle scelte di vita quotidiana.

Nessuna delle donne che appaiono in Scandalose ha permesso al destino di approfittarsi di loro. In ogni situazione possibile hanno sempre scovato il modo per uscirne con scalpore e dignità.

La fine dell’Ottocento, ma anche il primo Novecento, è segnato per il passaggio lento e inesorabile verso la civilizzazione attuale. Si respirava un’aria di progresso vorticoso, ma la donna non era ancora autorizzata ad annusare il futuro.

In Scandalose, ci sono donne che hanno alzato la testa a mariti folli, a genitori intransigenti e a volte deviati, a parenti bizzarri e a situazioni soffocanti, che hanno lottato con la vita a denti stretti ringhiando in silenzio o strillando all’infinito, diventando pazze per i benpensanti ed esprimendo sempre qualcosa di personale e di peccaminoso, forse osceno, scandaloso per la società che le osservava intimorita. Ed entrando quindi nel mito.

Con occhi spianati e schiene dritte, le Scandalose mostravano al mondo il senso della libertà come espressione personale del bisogno che pulsa dal cuore combattendo anche con l’opinione pubblica per sentirsi in pace con se stesse.

La ribellione è motore dell’arte delle Scandalose in ogni sfaccettatura possibile dalle poesie, alla musica, ai quadri fino alle sculture, dall’oscenità come provocazione primitiva al clamore per un gesto scostumato fino al bisogno incondizionato di affermarsi per quello che sono e non quel per quello che rappresentano.

In questo libro il concetto che emerge al massimo è che nessuno ha già deciso per noi.

C’è lo spirito di donne, forti, cocciute e disposte a tutto per affermarsi. Spiriti liberi che mostrano, e dimostrano al lettore, che tutto è possibile se lo si vuole veramente. Si può andare contro tutto all’occorrenza, anche contro principi precostituiti, se si è convinti delle proprie idee.

In Scandalose c’è il fermento del ‘vietato vietare’, dove la parola ‘proibito’ è solo uno slancio a superare l’ostacolo a piè pari come si farebbe con una cavallina che intralcia un desiderio che ha un assoluto bisogno di diventare concreto.

SCANDALOSE – RIZZOLI – 2017

 

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