Simone Tempia

Ricordo quando hai presentato Vita con Lloyd, descrivendo la nascita di Lloyd e raccontando che accadde al mattino, con l’accensione del pc dopo una notte insonne <<Sir, la sua notte insonne>>.

Come mai hai scelto il nome Lloyd per il tuo maggiordomo immaginario?

“Tu mi piaci, Lloyd. L’ho sempre detto io. Sei il miglior barman del mondo. Il migliore tra tutti i dannati barman che ho visto fra Timbuktu e Portland, Maine. O, Portland, Oregon, se preferisci.”

Da piccolo avevi l’amico immaginario?

Strano ma vero, non ne avevo uno.

Come scegli gli illustratori e quanto gli illustratori che si approcciano al tuo mondo sono liberi di “vedere” il proprio Lloyd? Io ad esempio lo immagino quasi evanescente, sobrio ma sempre con un dettaglio che si nota…

Li scelgo in base al mio gusto personale. E hanno tutti la totale e assoluta libertà di interpretare Lloyd come vogliono. Alla fine è un maggiordomo immaginario e ognuno ha il suo.

Lloyd dipende da te o tu dipendi da lloyd?

Sto cercando con tutte le forze di non trasformare un incontro fortunato in un rapporto di lavoro.  E di dipendenze. È difficile. Molto. Ma ci provo.

Chi è il Destino?

È la mia curiosità. È la voglia di sapere quello che c’è dietro l’angolo. Subito dopo una svolta.

Prima come era la tua vita, possiamo dire che esista un prima e dopo Lloyd?

La mia vita prima era molto più stanziale. E molto più inconsapevole. Il dopo Lloyd è tutto diverso. Devo ancora capire cosa sia davvero successo, per ora sento solo le eco dei fuochi artificiali e ho impressa nella retina la loro luce. Quando la quiete tornerà, capirò.

Hai sui social ma anche nella “vita reale” un grande riscontro positivo, cosa più apprezzi di tutto questo e quanto te lo aspettavi?

Apprezzo il fatto che pur non scendendo a nessun compromesso, le persone mi hanno capito e mi hanno apprezzato. Dimostrando, ancora una volta, che l’integrità è un valore molto condiviso e che l’identità è più importante della conformazione a regole stabilite da altri, in altri luoghi che non sono i nostri. E in cui non ci sentiamo a nostro agio. E no, non me lo aspettavo.

Il tuo è un modo di narrare e riflettere profondo ed elegante, non solo nella forma, ti rispecchia o hai dato sfogo ad una parte nascosta di te?

È una parte di me, non particolarmente nascosta, ma nemmeno l’unica. Sono una persona come tutti gli altri forse più complessa di altri. Nelle pagine di Lloyd riverso una parte del mio io, diciamo quello che vorrei essere sempre. Ma che per mia fortuna, non sono. In fondo non sono forse i nostri difetti a spingerci ad essere migliori?

Un libro che è stato per te importante e uno che non sei riuscito a finire?

Don Camillo di Giovannino Guareschi (e La Boutique  del mistero di Buzzati e Altri Libertini di Tondelli e e e e e). Mentre non sono mai riuscito a finire L’insostenibile leggerezza dell’essere di Kundera.

Se fossi un libro saresti?

Uno, nessuno e centomila  di Pirandello.

Giorni fa non ricordando dove avevo riposto il libro In viaggio con Lloyd che stavo leggendo e quindi mi seguiva ovunque, mi sono ritrovata a chiamare ad alta voce <<LLOYD DOVE SEI>>?

Vorrei conferma del fatto che sia tutto ok e che ora mi passerà. Vero?

È tutto ok.  La domanda però è: vorrai tornare a salirci quando ti stai accorgendo che sta passando?

Grazie Simone per condividere con noi questo pezzettino del tuo mondo.

Grazie a voi

 

IN VIAGGIO CON LLOYD – RIZZOLI LIZARD – 2017

 

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