Michele Ruschioni, dopo la recensione del suo Braciami Ancora, ci concede una succulenta intervista per approfondire le tematiche del libro.

Com’è nata l’idea del sito Braciamiancora.com?

E’ nata per due grossi motivi: il primo perché volevo assecondare una mia grande passione che era quella del mondo della cottura a fuoco vivo; il secondo perché io di mestiere faccio il giornalista e mi sono accorto di come nessuno raccontasse questo mondo, lo possiamo considerare un vuoto editoriale.

Ho iniziato quasi per gioco nel 2011 quando registrai quello che all’epoca era un blog senza nemmeno troppe pretese e aprii un account Facebook con questo nome.

Venni ispirato per il nome ascoltando la canzone di Jovanotti (Baciami Ancora). Poi, osservando la realtà che mi circonda, ho notato che ogni volta che organizzavo una grigliata, tantissima gente era entusiasta, si coinvolgeva, ho riproposto quell’emozione che la gente viveva solo la domenica, nel senso che ho provato a riproporla tutta la settimana con i mezzi che avevo a disposizione.

Quanti siete in questa allettante avventura?

Siamo in quattro o cinque perché ho una persona che mi segue il nord Italia, una che mi segue il sud Italia, una su Roma, una su Milano, ci sono io che coordino tutti e poi c’è una persona che mi aiuta sull’aspetto ‘social’. Braciamiancora.com si tiene in piedi con sei collaboratori. Io faccio il regista.

La vostra pagina Facebook, oltre 700.000 followers, è un punto di riferimento per gli appassionati, come avete raggiunto tanta empatia col vostro pubblico?

Perché alla fine devi dare al pubblico quello che il pubblico vuole.

Il pubblico vuole informazione, un pizzico d’intrattenimento e qualche notizia utile.

Siamo sempre stati seri ma mai noiosi.

Abbiamo sempre cercato di distinguerci da quello che è l’approccio che va un po’ di moda adesso, dove sono tutti sapientoni, tutti gourmet, sono tutti fenomeni.

Il nostro è sempre stato un approccio moderato. Non siamo mai stati quelli che dicono: “fai così, punto.” Perché di base secondo noi questo tipo di cottura deve unire la gente. Deve essere un grande fenomeno di inclusione e mai di esclusione.

Com’è nata l’idea del libro Braciami Ancora?

Volevo che il libro chiudesse un primo cerchio, che desse inizio all’età adulta di Braciamiancora.com. Per dire che la prima parte è conclusa e che la raccontiamo in un libro.

Anche perché il libro ti permette di avere uno stile diverso.

Perché un conto è fare un articolo per un sito, dove il tempo di lettura è un minuto e cinquanta secondi, quindi devi sempre abbracciare la sintesi. Se invece vuoi trattare degli argomenti in maniera più approfondita devi usare un prodotto editoriale diverso, appunto un libro.

Perché hai scelto l’idea, molto originale, di un libro discorsivo, anche se in fondo parli di carne alla griglia?

Perché di libri di ricette è pieno. Oggi stavo in libreria, ci saranno stati ventinove libri di ricette però un libro che racconti il fenomeno del perché la gente impazzisce quando vede un fuoco, quando vede una bistecca trasformarsi in graticola non c’era. Non c’è nessuno che spiega questo fenomeno e ho provato a spiegarlo io.

Ho pensato: “se devo fare un libro, faccio un saggio, leggero, che cerca di essere puntuale, preciso e il più possibile esauriente.”

Ho provato a dare una spiegazione alla domanda: perché grigliare ci piace da morire?

Braciami Ancora lo trovi QUI

Perché la brace non passerà mai di moda?

Perché l’uomo è diventato quello che è diventato perché ha imparato a cuocere a fuoco vivo il cibo. Ci siamo spostati da mangiare la carne cruda tipo i nostri cugini scimpanzé a cuocerla sul fuoco.

Ci sono decine di studiosi, esperti, antropologi che dicono che l’uomo è diventato quello che è perché ha imparato a cucinare padroneggiando il fuoco.

Io sono convinto che quando una persona vede un cibo che si trasforma mediante cottura a fuoco vivo, quindi sulla griglia o sul barbecue, e come se ci avesse un tunnel spaziotemporale che lo riporta a quando era un uomo primitivo.

In qualche modo c’è rimasto impresso questa immagine di salvezza che il fuoco alla fine ti dà. Perché il fuoco per l’uomo primitivo era tutto. Era salvezza, era sostentamento, era stare insieme, era tribù, era clan. E quindi secondo me questo tipo di cucina, questo tipo di cottura non passerà mai di moda. Ci aggrega. Il forno a microonde non riesce ad aggregare. Il fuoco e il barbecue invece sì.

Cosa provi quando inizia il crepitio della brace?

Una sensazione comune a tutti. Innanzitutto quando la brace si accende ci rimpossessiamo del nostro tempo.

Di base, oltre alla carne, oltre a tutti gli ingredienti che possiamo avere, in quel momento mettiamo l’ingrediente più prezioso di tutti che l’industria alimentare non può dare che è il tempo. Quindi noi ci riappropriamo del nostro tempo. Perché il barbecue rifugge la fretta.

Non puoi farlo di fretta, ti verrebbe male. Quindi questo ti riporta in un’altra dimensione, ti riappropri dei tuoi ritmi.

E quando la carne comincia a emanare fumi e profumi allettanti?

Lì prendo le papille gustative di tutti. Ho notato le stesse reazioni dalle terrazze più esclusive dei Parioli (quartiere altolocato di Roma) fino al ‘buiaccaro’ più ruspante. Siamo tutti uguali.

Come cuoce una bistecca, Michele Ruschioni?

I modi possono essere svariati.

L’importante è che ogni volta che cuoci una bistecca lo fai con passione, altruismo e felicità.

Sono gli ingredienti migliori. Ti assicuro che nessun libro ti dirà mai di metterci passione, altruismo e felicità.

Progetti per il futuro? Nuove sfide?

Adesso parte la fase ‘due’. Ho ancora tantissime cose da raccontare. Il mondo che ruota intorno alla fiamma è variegato ed è esteso e continuiamo a raccontarlo. Punto, sinceramente, a fare il prossimo libro nel 2021. Qualche mesetto ce l’ho ancora…

BRACIAMI ANCORA – ULTRA EDIZIONI – 2018

 
Prezzo: EUR 105,00
Da: EUR 129,60
 

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