Come Ne Usciremo a cura di Fabio Deotto – Recensione


Come Ne Usciremo Recensioni

Come Ne Usciremo, una citazione:

“Abbiamo impiegato una quantità gigantesca di energie per ricordare all’umanità quanto fosse abietta, gretta, prevaricatrice, per contro ne abbiamo dedicate pochissime a raccontarci come avremmo potuto uscire dalla buca in cui ci eravamo cacciati, o se non altro smettere di scavare.”

Futuro prossimo. La civiltà umana non è collassata, un evento tutt’altro che scontato.

A metà degli anni venti del XXI secolo le emergenze climatiche, le crisi economiche e le guerre sembravano il trailer di una catastrofe inaggirabile a livello planetario.

Questa però non è la storia di un traguardo tagliato, bensì di un atterraggio in corso d’opera.

Otto voci italiane e internazionali provano a raccontare (e immaginare) come abbiamo cambiato il mondo tra oggi e il 2040, come stiamo uscendo dal periodo più cupo della storia dell’umanità, e quanta strada abbiamo ancora da fare.

Stiamo davvero lavorando di meno? Abbiamo scongiurato la deriva autoritaria? Come abbiamo imparato a vivere in un mondo più caldo? Come sono cambiate le nazioni e i confini?

Come Ne Usciremo è la prima opera corale di speculative nonfiction.

Un libro che proietta l’ombra del presente su una sponda futura, per citare Primo Levi, rendendo più tangibili le enormi trasformazioni che stiamo vivendo adesso.

Fabio Deotto è scrittore e giornalista. Laureato in biotecnologie, scrive articoli e approfondimenti concentrandosi in particolare sull’intersezione tra scienza e cultura. Ha pubblicato il romanzo Un attimo prima, da noi recensito Recensione di Un Attimo Prima – Fabio Deotto. Insegna scrittura creativa alla Scuola Holden di Torino. Vive e lavora a Milano.

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E se nel 2040 l’umanità riuscisse finalmente a imboccare la strada giusta per fermare le emissioni, ridurre le disuguaglianze e ripristinare gli ecosistemi?

Questa è la premessa di quest’opera di saggistica speculativa che esplora gli scenari possibili delle grandi sfide del nostro tempo.

“Le storie che leggerete nelle prossime pagine non sono soltanto testimonianze raccolte in determinati luoghi e in determinati periodi, sono anche delle lenti sovrapponibili che ci aiutano ad allargare il nostro orizzonte visivo; o se vogliamo usare una metafora diversa, diapason locali che restituiscono il suono di un mondo interconnesso.” 

Il filo conduttore della narrazione è il dialogo tra il curatore, Fabio Deotto, e il nipote Michele, nato negli anni Trenta del 2000, che introduce i contributi di otto autori italiani e internazionali che riflettono su temi come il cambiamento climatico, lo spopolamento, le migrazioni, il sistema capitalistico e le sue diseguaglianze.

In giorni futuri, Omar El Akkad segue alla Corte di giustizia internazionale dell’Aia i lavori della commissione per il riconoscimento delle morti occultate durante gli anni dell’ombra. Vincenzo Latronico racconta come la gentrificazione rurale abbia portato l’Agro Pontino sull’orlo di una guerra civile. Meehan Crist delinea il ruolo dei movimenti per la giustizia riproduttiva nell’avvio della Transizione ecologica. Sergio del Molino ripercorre le dinamiche che hanno aiutato l’Unione Europea a risalire il baratro dell’autoritarismo. Claudia Durastanti mostra come il funzionalismo e l’ansia di controllo stiano cancellando una parte importante del nostro paesaggio e del nostro patrimonio artistico. Chigozie Obioma testimonia il drastico spopolamento subito dalle città nigeriane in seguito all’avvio della liberalizzazione migratoria. Francesca Coin racconta come l’introduzione della settimana corta abbia alleviato le gravi ricadute psicologiche dello sfruttamento lavorativo mentre Angela Saini ci ha dimostrato che se possiamo convincerci che il nostro mondo sia salvo, è solo perché stiamo disimparando a osservarlo. 

Come Ne Usciremo è un’occasione per interrogarsi su come evitare il rischio del collasso e sulla necessità globale di un cambio di paradigma.

È quantomai necessario uno sguardo diagonale e diffuso, per affrontare le sfide future di un pianeta sempre più rovente e sovrappopolato.

Il mondo finisce ogni giorno, ma finisce in mille posti e modi diversi, e noi possiamo vederne solo uno per volta.

Citando un grande film di Kassovitz, “il problema non è la caduta, ma l’atterraggio”.

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