Corea La Guerra Dimenticata, una citazione:
“Una tragedia, certamente. E poi: guerra civile, guerra limitata, guerra per procura o di coalizione; l’ultima guerra con mischie corpo a corpo alla baionetta e la prima con duelli aerei tra caccia a reazione; una tragica ma provvidenziale alternativa alla terza guerra mondiale … Il conflitto coreano è stato tutte queste cose insieme.”
Tre anni di combattimenti, almeno un milione e mezzo di civili uccisi, centinaia di migliaia di militari caduti, un paese raso al suolo, il mondo a un passo dal conflitto nucleare.
Si fronteggiarono da una parte il nord comunista governato da Kim Il-sung, dall’altra il sud con a capo i nazionalisti reazionari di Syngman Rhee.
Fu uno scontro sanguinoso, senza vinti né vincitori.
La guerra di Corea (1950-1953) è per eccellenza «la guerra dimenticata» del XX secolo: una contesa non conclusa da un trattato di pace, e quindi mai davvero chiusa, e il cui impatto è tuttora visibile.
Fu il momento in cui la Cina tornò ad agire da potenza globale, e in cui gli Stati Uniti inaugurarono la propria trasformazione in potenza militare permanente, destinata a contrastare l’espansione comunista e a «combattere per la libertà e la democrazia».
La Corea divenne così un banco di prova dei conflitti successivi.
Per la prima volta, due grandi potenze si trovarono a combattere sotto l’inquietante ombra della minaccia nucleare.
Completa il volume un dialogo con Andrew Salomon, che porta lo sguardo fino alla Corea di oggi: una penisola ancora divisa, al centro di nuove tensioni globali.
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Gastone Breccia insegna Storia bizantina e Storia militare antica nell’Università di Pavia. Dello stesso autore avevamo già avuto modo di leggere Trafalgar.
Corea La Guerra Dimenticata colma una lacuna molto spesso presente nello studio storico del Novecento: la sottovalutazione del ruolo svolto nel conflitto attorno al Trentottesimo parallelo nell’anticipare scenari geopolitici e militari che si sarebbero tramandati fino ai giorni nostri.
La grande novità della Corea, primo conflitto combattuto sotto la minacciosa ombra delle armi atomiche, è stata quella di introdurre nel discorso politico-strategico del XX secolo la variante dell’armistizio al posto della “resa incondizionata” imposta alle potenze sconfitte al termine delle guerre mondiali.
Fu una tragedia immane per la popolazione civile. E la Cina finì per essere non solo uno dei principali protagonisti, ma forse il solo vero vincitore, anche se a prezzo di sacrifici enormi in termini di perdite umane e materiali.
La Cina comunista – appena uscita vincitrice dalla lunga e sanguinosa guerra civile contro i nazionalisti del Kuomintang – riuscii ad affrontare a un solo anno di distanza un nuovo, durissimo conflitto dimostrando al mondo che era nata una nuova grande potenza. Ancora industrialmente arretrata, ma dotata di una spaventosa capacità di mobilitazione, sacrificio e, in prospettiva, di crescita economica.
Si possono fare dei parallelismi tra la Germania divisa dopo la Seconda Guerra Mondiale e la Corea post 1953? Certamente.
Anche i coreani sono un solo popolo, hanno una sola storia, una sola lingua e una sola cultura; la frontiera attuale non è mai esistita prima del 1945 e non ha alcun senso.
Prima o poi, come i tedeschi, finiranno per tornare sotto un unico governo.
La superiorità tecnologica ed economica del sud oggi è schiacciante; l’isolamento del nord un relitto del passato, sempre più difficile da mantenere inviolato. La Repubblica Popolare Cinese resta un potente ostacolo alla riunificazione, come lo è stata l’URSS fino al 1989.
Ma le cose cambiano, anche per le grandi potenze.
Perché la storia non si ripete mai identica a sé stessa, ma ha comunque un respiro profondo.
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COREA, LA GUERRA DIMENTICATA – IL MULINO – 2025




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