Guerrafesta di Flaminia Colella – Recensione


Guerrafesta

Guerrafesta è il libro di poesie di Flaminia Colella, quello da cui ha estratto dieci componimenti grazie ai quali ha vinto il premio della Biennale MArteLive 2024 per la Letteratura.

Festival multidisciplinare di cui siamo orgogliosi media partner, da anni ormai!

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Noi così l’abbiamo conosciuta, scoprendo “la voce di una generazione che dialoga con il passato per interrogarsi sul presente”.

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“Non siamo schiavi di un tempo predefinito. 

Il pianista lo dice ad alta voce

seguendo un’assoluta partitura 

Davanti la barcaccia mi ripete 

non offendere il fuoco che divora 

Accanto ci passano persone

siamo seduti al tavolo da un’ora 

Vattene al mare tu da sola 

oggi che il tempo è distillato d’oro. 

Guardo come guardano i pazzi qui in città, 

le narici aperte di fiori e testa sgombra. 

Il tempo è distillato di tempesta. 

Non potevamo immaginarlo così prima

il gesto di un capo reclinato 

a bere pioggia che investe la collina. 

C’è acqua. E sole. Non nemici.

C’è tutta la giornata splendente 

degli amici. I cancelli che vengono chiusi 

a riposare.

Io e te ci siamo come vento”. 

In Guerrafesta troviamo il ciclo della vita, intenti e desideri, domande esistenziali, il bene e il male, la profonda osservazione dell’animo umano.

E come assoluto palcoscenico… Roma.

“Non sei di certo una città, 

sei una culla 

sotto buoni e cattivi venti 

il sorriso di chi cammina per vederti

un dono immeritato e insolito

tra i denti. 

Serviva arrivare a te per questa festa 

la testa che svuota le rovine 

in strada, la sorpresa di trovare 

aria senza averla chiesta.  

Cosa sanno i miei occhi per dire

amore 

a questa fedeltà? 

La strada no, non è finita  

di nuovo tutto ricomincia 

ma c’è un’isola, un’America segreta 

nel vivo segreto di ogni età”.

Questo libro, pubblicato in prima edizione nel 2022, è la terza opera poetica della poetessa e autrice e già il titolo ci dà l’idea di qualcosa in equilibrio, un ossimoro, una costante ricerca…

La parola “gioia” al centro del labirinto

non si raggiunge

non c’è modo, non lo prevede il gioco 

dice il creatore di rebus e indovinelli 

rigirandosi gli anelli tra le mani 

al massimo si tenta di arrivarci 

saltando i passaggi a due falcate 

o tagliandoli tutti ad uno ad uno.  

Nell’andare continuo dentro il tempo  

possiamo procedere di lato 

prendere la strada principale 

oppure, fregare il corso della storia 

e straripare 

prendere ogni via e poi di traverso 

fare avanti e indietro nel percorso 

fino al puro sentimento del niente 

della resa degli occhi e della mente 

che piange per l’assenza di uno scopo. 

Il truffatore guarda le sue unghie 

pulite senza traccia di terra 

l’imbianchino inizia il giorno spargendo

l’intonaco bianco sopra il muro.

Suona la campana del mattino: 

chi siete

il truffatore o l’ingegnere? 

il corridore che corre senza vento 

o il ciclista che morde e rifà il tempo? 

Dentro una giornata ci scambiamo 

i ruoli di in una vita intera 

le vittorie più alte della sorte 

e le cadute, le discese nell’urlo. 

Ma solo con lealtà

possiamo continuare il viaggio 

tentare di vederlo 

il centro

la gioia che non si può trovare 

lo vogliamo 

il rinculo del fucile nella bocca 

del tranello – sentite! 

si ritira dall’arazzo 

sparisce 

da dove era venuto 

impazzisce nel suo niente di velluto 

eccolo, il mistero rivelato 

i denti cacciano sangue

finalmente 

ritornato. 

Il mondo non esiste senza il fiato.

Buona lettura!

GUERRAFESTA – CARTA CANTA EDITORE – 2022

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