I Commitments di Roddy Doyle – Recensione

I Commitments di Roddy Doyle – Recensione

I Commitments. Signori, si balla!

A Barrytown, piccolo sobborgo di Dublino, si fa sul serio. Il sogno di una vita può diventare realtà.

Creare un gruppo musicale, vivere di amicizia e leggerezza, affidare alla musica i dubbi e le incertezze della vita.

Jimmy Rabitte lo sa, ne è consapevole. Chiama a raccolta amici e conoscenze più disparate, tutti con un unico obiettivo: fare musica di qualità. Per la gente di Dublino, per la gente come loro. I sognatori.

L’Irlanda è un paese difficile. Diffidenza, emarginazione. Non è facile emergere, non è facile farsi notare nell’isola verde: “Gli irlandesi sono i neri d’Europa, ragazzi.”

Ma per Jimmy, Outspan, Deco, Derek, James, Billy, Dean, Mickah e Joey The Lips, non ha importanza. Loro vogliono spaccare, vogliono portare il soul e il rhythm and blues a Dublino. Vogliono che la gente si diverta, faccia uscire quello che ha dentro: “…il popolo di Dublino, ricordatevene, il nostro popolo, ha bisogno di soul. E noi ce l’abbiamo il soul.”

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Le prove, gli arrangiamenti, le risate, le discussioni, le relazioni. I Commitments non si fanno mancare nulla. Come tutte le band del resto.

Eppure l’energia rimane sempre la stessa, sul palco non si fanno sconti. La gente balla, la gente inizia ad identificarsi con questi ragazzi, si scatena a ritmo della loro hit “Night Train”. D’altronde il soul è del popolo, è il ritmo del popolo: “I mod e gli ex mod la sapevano riconoscere, la buona musica.”

Amori improbabili e divergenze sul futuro scuotono il gruppo. Fino al collasso: “Avere dei problemi con uno alla volta era già difficile, ma adesso sia Dean che Deco si stavano montando la testa. E James era preoccupato per gli esami, e Mickah era un pazzo.”

Ma, nonostante tutto, l’idea non morirà. L’idea di musica, di condivisione, di partecipazione.

I Commitments è un romanzo sobrio, senza eccessi, misurato. Pagina dopo pagina emerge la caricatura dei personaggi, la loro trasparenza, la loro schiettezza.

L’opera di esordio dell’irlandese Roddy Doyle non può deludere. Il talento dello scrittore di Dublino si percepisce sin da subito, dalle prime battute.

Una storia divertente, a tratti leggera ma capace di lanciare un messaggio essenziale. Fallimenti, incomprensioni, delusioni: si può sempre risalire, si può sempre sognare. In nome dell’amicizia, dell’amore. E della musica.

“…I Salvatori del Soul, La Band più Proletaria del Mondo…Sì, sì, sì…i Committents.”

I COMMITENTS – GUANDA EDITORE – 2014

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