I Nostri Estranei di Lydia Davis – Recensione


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I Nostri Estranei, una citazione:

“Da dove si trova, in un’altra parte della stanza, sente la voce di lui in lontananza, in camera da letto, che le parla con un tono gentile, intimo, premuroso. Non si è reso conto che lei non è nella stanza. E per un attimo lei ha la sensazione che ci sia un’altra lei con lui, forse persino una lei migliore, e che lei sia invece derisa, relegata in fondo al corridoio, lontana dalla stanza dove loro due si stanno divertendo.”

Arriva in libreria la nuova raccolta di narrativa breve dell’acclamata maestra della forma, vincitrice del Man Booker International Prize, Lydia Davis.

Nel corso della sua carriera di scrittrice, la Davis ha affinato delle capacità davvero uniche nell’individuare le sorprese apparentemente casuali e insignificanti che costellano la nostra vita quotidiana per poi esaminarle con un’attenzione quasi entomologica.

In questa raccolta di storie – ora lunghe, ora brevi, ora brevissime – troviamo conversazioni ascoltate per caso (e a volte fraintese) che si posizionano da qualche parte nello spettro tra il capriccio e la profondità, una lettera che viene scambiata per una rara farfalla bianca, dei bambini che stanno imparando a parlare che identificano una pallina da ping-pong come un uovo, e lettere di reclamo.

E poi ancora sogni, piccoli momenti di attrito domestico, e-mail di spam rese poetiche da interruzioni di riga, umorismo ironico (“Con eccellente maestria / eccolo lassù sulla sua scala, / a rovinare con cura / la casa più antica della città”), storie che parlano di invecchiamento e di morte.

E molto, molto altro.

È così che, illuminati dai bagliori di questa incredibile capacità di osservare, gli estranei ci possono diventare familiari e i familiari estranei.

Lydia Davis (1947) è una scrittrice americana nota per le sue storie molto originali ed estremamente brevi, spesso caratterizzate da vivide osservazioni di avvenimenti per lo più banali e di routine. Ha lungamente vissuto a Parigi e nel Sud della Francia dove si guadagnava da vivere facendo lavori di traduzione. È stata nominata Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere dal governo francese per la sua narrativa e le sue traduzioni di scrittori moderni, tra cui Gustave Flaubert e Marcel Proust.

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La Davis diverte con il gioco, l’ironia e il gusto per il dettaglio apparentemente insignificante che si apre a un mondo intero.

La vita è un continuo fraintendimento: proprio nell’incapacità di comprendersi pienamente si rivela la condizione di estranei, non solo agli altri ma a volte anche a noi stessi.

I suoi racconti sono spesso impressioni che nascono da un momento rapido, da uno sguardo abbagliato e incantato che fa persistere l’attimo e il suo accadere.

I Nostri Estranei alterna narrazioni lunghe a forme più diradate, quasi degli haiku.

Anche il registro muta da un racconto all’altro: dal poetico al fotografico, dal metanarrativo al racconto di un frattale di esistenza, propria o altrui. Ciò che viene raccontato è estremamente intimo, intrappolato in una sensazione o captato in un futile discorso, reso con una prosa spesso prosciugata.

Lydia Davis è un’osservatrice acuta, che riporta frammenti di realtà come un amanuense ricopia parti di un manoscritto.

Può essere ora ironica o spiritosa, ora struggente. Soprattutto, sorprende continuamente. Perché scrive rivelando il misterioso, lo strambo, l’alienante che abitano i nostri giorni.

È capace di mescolare il banale e il profondo in racconti esilaranti e inquietanti su ricordi dolorosi e indecisioni epiche, catturando il continuo ribollire della mente e la terribile arbitrarietà della vita.

I Nostri Estranei è un piccolo bestiario della quotidianità: la nostra.

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I NOSTRI ESTRANEI – MONDADORI – 2025

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