Il Fuoco Nero di Alessandra Coppola – Recensione


Il Fuoco Nero Recensioni

Il Fuoco Nero, una citazione:

“In questo contesto, allora, Ludwig non sarebbe solo una catena di gesti folli e sanguinari. Ma indicherebbe una cellula impazzita all’interno di un organismo politico. Una deriva nel mezzo di un più vasto maremoto, battuto da correnti di varia profondità, la droga, le anime nere, la Guerra fredda.”

Due amici veronesi, Marco Furlan e Wolfgang Abel, vengono arrestati nel marzo 1984 mentre tentano di dar fuoco a una discoteca.

Gli saranno attribuiti 10 dei 15 delitti rivendicati negli anni dalla sigla Ludwig.

Con una scrittura straordinaria Alessandra Coppola, grazie a nuove testimonianze e allo studio della mole di documenti accumulati negli anni, scava sotto la superficie, ricostruendo l’ambiente in cui si sono formati i killer e risalendo all’estrema destra di Ordine Nuovo.

Ma soprattutto si addentra nella loro rete di frequentazioni (e forse di complici), che conduce nel territorio inquietante e poco esplorato del neonazismo magico, tra i culti distorti importati da Oriente, l’odio per i “subumani” e la convinzione folle di purificare il mondo.

Il racconto prende le mosse dalla più grave delle stragi che Ludwig si è attribuito, sei morti nel rogo del cinema Eros a Milano nel 1983, tra la vergogna e la distrazione un attentato incredibilmente rimosso dalla storia nera d’Italia.

Alessandra Coppola (Napoli 1974) è giornalista del «Corriere della Sera» dal 1999. A lungo reporter agli Esteri, tra Medio Oriente, Francia e Sudamerica, in cronaca di Milano si è occupata di migranti e seconde generazioni. Attualmente vicecaporedattrice, cura i podcast del «Corriere» e scrive per «la Lettura». 

Il Fuoco Nero, se vuoi lo compri QUI

Con Il Fuoco Nero Alessandra Coppola ci accompagna dentro una delle pagine più buie – e dimenticate – della recente storia italiana.

La banda Ludwig sceglieva di colpire coloro che riteneva «indegni» di vivere, uccidendo prostitute, rom, omosessuali, tossicodipendenti, barboni, sacerdoti, frequentatori di luoghi «corrotti» come le discoteche o i cinema a luci rosse.

Questa è un’opera d’inchiesta che si legge come un romanzo, in cui si va oltre quello che chiamiamo true crime.

Si descrivono gli ambienti nazionali e locali, si cerca di capire il bagaglio culturale dei protagonisti, gli strati sociologici, gli ambienti, le letture, le atmosfere delle città e dell’epoca.

La Coppola parla con esperti, con testimoni e familiari, e ricostruisce storie, con rigore giornalistico e prosa calzante.

Le sue ricerche cercano soprattutto di raccontare «quel che c’era attorno», in un quadrante del Paese scosso e confuso tra «la Guerra fredda, le bande armate, i morti d’eroina, i misteri irrisolti»

E se Marco Furlan e Wolfgang Abel non fossero due folli qualunque, ma rappresentassero il raccolto di una stessa semina germogliata a Verona tra la fine degli anni ‘70 e gli inizi degli ’80?

Una semina attecchita in seno a una destra estrema abbeverata di neonazismo magico, tra superomismo, disprezzo dei deboli e anticomunismo viscerale.

In quella deriva si collocano Ordine Nuovo, la setta Ananda Marga, quel Marco Toffaloni che fu in contatto con Ludwig e che è stato condannato a 30 anni quale esecutore materiale della strage di piazza della Loggia a Brescia.

Il Fuoco Nero è una lettura documentata e necessaria, che ha il grande pregio di rispolverare una cornice storica scomoda, ma anche di riconsiderare il valore di vite sottovalutate, quelle delle vittime.

Questo libro sembra prenderla da lontano, ma ci porta molto vicino.

Perché, come tante correnti di un fiume carsico, dal passato scorre tutta la stessa storia, la nostra.

Il Fuoco Nero, se vuoi lo compri QUI

IL FUOCO NERO – EINAUDI – 2025

Lascia un commento