La Natura Bella Delle Cose è un saggio che sollecita e promuove il cambiamento, scritto da Barbara Nappini, la prima donna presidente di Slow Food Italia.
“Nel 2009 avvenne il bizzarro colloquio con cui ufficializzai la decisione di lasciare il lavoro glamour e comodo per trasferirmi in cima a una collina, nella bella campagna tra Siena e Arezzo, in un vecchio casale in pietra circondato di terra dove, nella mia ingenua prospettiva, avrei fatto la contadina“.
Naturalmente l’autrice è arrivata maturando questa decisione a piccoli passi, iniziando a fare delle scelte consapevoli e ponderate, tutte mirate ad un rapporto più sano con l’ambiente e la nostra Terra.
In La Natura Bella Delle Cose Barbara Nappini si racconta, e ci racconta, il suo percorso di vita, del rapporto indissolubile, storico, geografico e culturale, tra le donne e il cibo…
“Il cibo, coltivato, trasformato, venduto, narrato, può essere però anche strumento di emancipazione. Autodeterminarsi può significare allontanarsi dai ruoli che la storia e la cultura ci hanno cucito addosso, esercitando un diritto imprescindibile che è quello di esprimere attitudini, competenze, capacità, desideri, ambizioni.
Da femmina e, come mi fanno spesso notare, “prima presidente donna di Slow Food Italia”, sostengo quanto sia necessario non tanto parlare “di” donne (questo lo fanno molto e spesso anche gli uomini), ma parlare “da” donne, ovvero esprimere un punto di vista altro“.
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Procediamo leggendo di madri che potano ulivi e di ulivi che ringraziano riavendosi, dell’intreccio tra adeguatezza culturale e ambientale di un regime alimentare.
“Il regime alimentare della popolazione inuit sarà inevitabilmente molto diverso da quello di una comunità del Mali. E, infine, deve garantire i requisiti di piacevolezza…“
E ancora, di agronomia, crisi climatica e ambientale, sovranità alimentare, globalizzazione, di auto produzione come atto rivoluzionario e sistemi valoriali.
“Un’altra questione cruciale è che nel 2024 si muore di fame per povertà, non per scarsità. La fame è il diritto negato alla sopravvivenza e la diretta conseguenza del diritto negato a determinare le proprie politiche alimentari. La sovranità alimentare e l’autoproduzione di cibo significano garanzia di accessibilità, salubrità, sicurezza e adeguatezza del sistema alimentare sotto tutti i punti di vista“.
La Natura Bella Delle Cose pone l’attenzione dunque anche su ciò che non va o deve essere migliorato, partendo dai piccoli gesti, dalla bellezza salvifica, da esempi di persone che hanno fatto delle scelte cambiando presente e futuro, di sé stessi e di chi li circonda, in nome di un’idea, un progetto, di un legame più sano tra essere umano e natura.
Questo libro, così ricco di vita, informazioni e virtuosi esempi, nella sua semplicità è un manuale rivoluzionario che ci vede tutti coinvolti.
Possiamo bearci della sua lettura, poi chiuderlo e fare finta di nulla o farne tesoro e iniziare a modificare qualche azione quotidiana, per un orizzonte di bellezza collettivo.
“Animali tra gli animali, la connessione naturale con miliardi di esseri e di piante è il progresso armonico cui aspirare: un buon vivere che è diritto di tutti. Un buon vivere che possa lenire il disagio esistenziale dei più, che includa la dimensione spirituale del nostro essere, che riconosca l’insondabile e ammetta il mistero della vita.
Non è un sacrificio ma un’opportunità di salvezza“.
Buona lettura!
LA NATURA BELLA DELLE COSE – SLOW FOOD – 2024




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