La Seconda Invasione Dei Marziani di Arkadij e Boris Strugackij – Recensione


La Seconda Invasione Dei Marziani Recensioni

La Seconda Invasione Dei Marziani, una citazione:

“La storia dell’umanità non finirà con il boato di una catastrofe cosmica, di un conflitto atomico o nella morsa della sovrappopolazione, ma a causa di una pacifica, terminale forma di sazietà.”

Non lontano da Maratona accadono strani fenomeni: esplosioni, bagliori accecanti, vibrazioni del suolo simili a un grande terremoto.

Mentre si sparge la voce che il Paese è stato invaso dai marziani, assieme al panico prende piede una strana insurrezione rivoluzionaria.

I cittadini, più che agli extraterrestri, sembrano interessati a sfruttare nel migliore dei modi alcune singolari propensioni degli ‘invasori’.

Fortissimi, generosi, parrebbero disposti a sborsare cifre ingenti per acquistare i succhi gastrici dei terrestri e diffondono una prodigiosa varietà di grano blu dotata di poteri nutritivi senza precedenti.

Ma chi ha visto, realmente e da vicino, questi marziani?

Chi ha avuto scambi con loro, che idea se ne è fatto?

Esistono davvero, o si tratta di voci diffuse dal Regime, preoccupato di mettere a tacere le fazioni ribelli?

La Seconda Invasione Dei Marziani è una potente allegoria contro il potere e il controllo dell’informazione.

Un libro profetico, come molti dei fratelli Strugackij.

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Arkadij e Boris Strugackij sono tra i massimi esponenti della narrativa del fantastico mondiale. Nato nel 1925, Arkadij si è dedicato al lavoro editoriale; Boris, nato nel 1933, alla ricerca astronomica. Insieme, i due grandi scrittori russi hanno raccontato scenari plausibili del futuro prossimo e lontano.

Nel 1972 hanno pubblicato per la prima volta, dopo un lungo conflitto con la censura sovietica, il loro capolavoro, “Picnic sul ciglio della strada”, che ha ispirato a Tarkovskij uno dei suoi film più belli, “Stalker”.

Questo romanzo rappresenta una delle opere più ironiche e sottilmente politiche della loro produzione. A metà strada tra il racconto filosofico e la farsa, si rivela un libro di rara sottigliezza.

Dietro la facciata fantascientifica, il romanzo è in realtà una riflessione lucidissima sul potere e sulla manipolazione dell’informazione, nonché un ritratto dell’apatia collettiva.

I marziani, nella loro ambiguità, diventano una metafora di ogni forma di dominio: economico, politico, culturale.

A differenza dei classici racconti di invasione aliena (come quello di H.G. Wells), qui i marziani non usano raggi distruttori, ma conquistano l’umanità attraverso il benessere materiale. Gli alieni offrono prezzi vantaggiosi per prodotti agricoli e acquistano succo gastrico umano in cambio di denaro o sostanze che garantiscono salute e tranquillità.

Il romanzo si svolge nella forma di diario in prima persona di Apollo, un pensionato interessato solo alla sua sussistenza e alla sua collezione di francobolli.

I nomi dei personaggi – Apollo, Ermione, Artemide, Caronte – conferiscono una dimensione mitologica e simbolica alla storia, ricordandoci che dietro la piccola commedia umana si nasconde una tragedia universale.

La Seconda Invasione Dei Marziani è una critica feroce al filisteismo e al conformismo: i protagonisti, cittadini di una tranquilla provincia, accettano la perdita della libertà e della dignità in cambio di una vita comoda e senza preoccupazioni.

Nessuno è completamente maligno, ma tutti sono terribilmente umani, vittime e carnefici allo stesso tempo.

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