L’Amore Mio Non Muore di Roberto Saviano – Recensione


LAmore Mio Non Muore Recensioni

L’Amore Mio Non Muore di Roberto Saviano è il canto fragile e feroce dell’amore sotto assedio

Ci sono libri che si leggono e libri che si subiscono.

L’Amore Mio Non Muore appartiene a questa seconda, rara specie.

Non perché sia respingente, anzi: è un libro che ti tira dentro con la dolcezza di un sussurro e poi ti tiene stretto come un abbraccio che fa male. Saviano scrive di amore, finalmente. Dopo il veleno, la polvere da sparo, il sangue della cronaca, qui c’è il battito più intimo e universale: il cuore che trema davanti all’altro.

Eppure — sarebbe ingenuo aspettarsi una storia sentimentale tradizionale da uno come Saviano. Per la sua prosa, anche l’amore è campo di battaglia. Ci racconta anche qui chi vive nella morsa della paura, della minaccia, dell’esilio coatto, e chi ama senza che ogni suo gesto sia contaminato dalla possibilità della perdita.

L’Amore Mio Non Muore è la storia di Rossella Casini, studentessa fiorentina di sociologia che si innamora di Pietro, giovane calabrese legato a una cosca della ’ndrangheta. Determinata ad aiutarlo a liberarsi da quell’ambiente, collabora con i magistrati raccontando segreti criminali. La sua scelta coraggiosa la condanna.

Nel 1981, a Palmi, Rossella viene attirata in un tranello e scompare. Il suo corpo non verrà mai ritrovato. Vittima innocente di una cultura mafiosa che punisce chi spezza il silenzio, Rossella diventa simbolo di coraggio e giustizia, una giovane vita spezzata dalla ferocia dell’omertà e dal tradimento di chi voleva salvare.

Saviano compone pagine che sembrano lettere, confessioni notturne. La scrittura diventa intima come non mai: ci porta nelle stanze d’albergo dove gli incontri sono brevi e intensi, nelle strade battute dalla solitudine interiore, nei pensieri che girano in loop quando il silenzio dell’isolamento pesa più del piombo.

Si percepisce il desiderio di un amore “normale” che però normale non può essere. E qui sta la ferita: ogni gesto affettuoso, ogni tenerezza quotidiana, diventa un lusso a cui attingere furtivamente, come ladri nella notte.

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Saviano riesce in un’impresa che spesso fa naufragare anche gli autori più blasonati: scrivere d’amore senza cedere al melenso, al prevedibile, all’enfasi da rotocalco. Lo fa con un registro che alterna la nuda cronaca a momenti lirici che spiazzano.

Non c’è solo tenerezza, però. C’è rabbia, frustrazione, senso di ingiustizia. C’è la continua domanda che martella: si può amare davvero senza libertà? Si può vivere una relazione quando tutto, attorno, sembra pronto a sabotarla? Quando ogni telefonata, ogni incontro, ogni sguardo è filtrato da regole imposte da altri?

È qui che L’Amore Mio Non Muore si fa politico, anche senza mai parlare esplicitamente di politica. Perché l’amore, in fondo, è il gesto più radicale di libertà che esista. E chi ti toglie la possibilità di viverlo, ti sottrae una parte profonda di umanità.

Chi conosce il Saviano di “Gomorra” e di “ZeroZeroZero” resterà forse spiazzato. Qui non ci sono descrizioni ossessive di dinamiche criminali, nomi, numeri, traffici. La prosa, pur conservando il suo marchio di fabbrica — quel ritmo che mescola la precisione del saggista alla sensibilità del romanziere — si fa più liquida, più confidenziale.

Ci sono passaggi di una delicatezza inattesa, in cui descrive la sensazione della pelle sfiorata dopo mesi di distanza, il profumo dei capelli dell’amata che sopravvive nella memoria come unica ancora di salvezza. In altri momenti, invece, torna la sua voce più cupa, quando descrive per esempio l’invidia per chi può permettersi la normalità e/o la rabbia muta per una vita rubata.

L’Amore Mio Non Muore racconta una storia personale, ma diventa universale. Parla di sé, ma potrebbe parlare di ogni amore clandestino, impedito, sotto assedio. Di chiunque abbia mai dovuto nascondere un sentimento, lottare contro le circostanze, proteggere l’amore come si protegge una brace sotto la pioggia.

È un libro che ti resta addosso. A chiudere l’ultima pagina si resta un po’ storditi. Non per i colpi di scena ma per la verità emotiva che trasuda da ogni riga. È come ascoltare un amico che finalmente ti confida il peso che si porta dentro. E capisci che l’amore, quando davvero esiste, resiste anche ai muri, ai chilometri, alle minacce, al tempo.

Saviano, con questo libro, sembra dirci che anche nelle condizioni più inospitali, l’amore non solo è possibile, ma è necessario. Non come rifugio, ma come atto di sfida. Non come consolazione, ma come resistenza. L’Amore Mio Non Muore non è soltanto il titolo del libro: è una dichiarazione di intenti. Una promessa che ognuno di noi, in fondo, ha pronunciato almeno una volta nella vita.

L’AMORE MIO NON MUORE – EINAUDI – 2025

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