Con Le Mie Friggischede, Lorita Russo consegna ai lettori un oggetto pratico prima ancora che un libro: uno strumento di lavoro quotidiano, pensato per stare aperto sul piano della cucina, tra una ciotola e la friggitrice ad aria già calda.
Pubblicato da Rizzoli, il volume raccoglie circa 150 ricette organizzate in schede chiare, sintetiche, immediate. E proprio qui sta la sua forza: togliere il superfluo, lasciare solo ciò che serve davvero.
Le Mie Friggischede non è un ricettario che vuole stupire con virtuosismi o con fotografie da copertina patinata. È un libro che ragiona come chi cucina ogni giorno. Le schede sono costruite per rispondere alle domande concrete: quali ingredienti? Quanto tempo? A che temperatura? Serve girare a metà cottura?
Il formato è asciutto ma non freddo; è essenziale ma non impersonale. Si percepisce che dietro ogni indicazione c’è esperienza reale, prove fatte e rifatte, errori corretti fino a trovare la soluzione più semplice e replicabile.
La friggitrice ad aria, spesso vista come elettrodomestico di moda o alternativa “leggera” alla frittura, qui diventa molto di più: uno strumento versatile per reinterpretare la cucina quotidiana.
Dalle preparazioni salate ai dolci, il libro attraversa l’intera giornata alimentare con proposte che spaziano dagli antipasti veloci ai secondi piatti completi, dai contorni intelligenti fino alle torte e ai lievitati adattati a questo tipo di cottura. Non c’è rigidità, ma metodo. E il metodo è ciò che rende un libro davvero utile.
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Colpisce la scelta di chiamarle “schede”. È una parola che rimanda a qualcosa di operativo, consultabile, quasi tecnico. Ma dentro questa struttura ordinata si muove una cucina familiare, accessibile, che non mette distanza tra chi scrive e chi legge. Non c’è la voce dell’esperto che impartisce regole dall’alto; c’è piuttosto quella di chi ha fatto della friggitrice ad aria una compagna quotidiana e ne conosce potenzialità e limiti. Questa confidenza si traduce in indicazioni chiare e rassicuranti.
Un altro elemento interessante è l’attenzione alle varianti e alle sostituzioni. Le ricette non sono gabbie chiuse, ma punti di partenza. Si avverte un invito implicito a personalizzare, a prendere appunti, a trasformare il libro in qualcosa di proprio.
In questo senso, il volume non si limita a fornire istruzioni: incoraggia un rapporto attivo con la cucina. Non si tratta solo di eseguire, ma di capire come funziona la cottura, quali consistenze aspettarsi, come intervenire per ottenere il risultato desiderato.
La scrittura è lineare, diretta, priva di orpelli. È una scelta coerente con l’oggetto del libro. Chi consulta una ricetta mentre prepara la cena non ha bisogno di lunghe introduzioni narrative: ha bisogno di chiarezza. E qui la chiarezza c’è. Tempi e temperature sono indicati con precisione, i passaggi sono sintetizzati senza ambiguità, l’ordine delle operazioni è pensato per ridurre al minimo l’errore. È una cucina organizzata, che rispetta il tempo di chi legge.
Le Mie Friggischede si inserisce in un momento in cui la friggitrice ad aria è entrata stabilmente nelle case. Ma anziché cavalcare semplicemente la tendenza, il libro la consolida. Trasforma un elettrodomestico spesso usato solo per poche preparazioni ripetitive in un alleato poliedrico. E lo fa con pragmatismo, senza proclami, senza promesse eccessive. La promessa è implicita e concreta: se segui queste indicazioni, il piatto verrà bene.
In definitiva, questo volume è costruito per essere usato. Non è un libro da collezione, ma da consultazione continua. La sua qualità non sta nell’effetto sorpresa, ma nella ripetibilità del risultato. E in cucina, soprattutto nella quotidianità, è proprio questo che fa la differenza: sapere che ciò che prepari funzionerà, senza complicazioni inutili.
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LE MIE FRIGGISCHEDE – RIZZOLI – 2026




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