Lo Zaino In Spalla di Marcello Montibeller – Recensione


Lo Zaino In Spalla

Lo Zaino In Spalla è la prima raccolta poetica di Marcello Montibeller, medico di medicina d’urgenza e dottore di ricerca in Filosofia e Teoria delle Scienze Umane.

Un mix di cose che mi è parso come perfetto presupposto per approcciarmi curiosa alla sua opera.

“I frutti del cedro,

enormi limoni

di un giallo sfacciato

li volli come vanto

del mio terrazzo nuovo.

Comprai così quell’alberello magro

dalle grandi foglie verde bosco

e ogni mattina

ne vedo crescere le gemme:

movimento di un nonnulla

sotto il sole.

Finisco così la prima sigaretta

preludo al mio solito lavoro.

Mi riporto in casa

l’idea, il pensiero

di quel crescere silente,

ne faccio una metafora.

Sì, anche solo un passo,

è un porto sicuro contro il niente:

movimento di un nonnulla

sotto il sole”.

In Lo Zaino In Spalla l’autore ci narra la vita snocciolando immagini. Come dice Gianni Nebbiosi nella sua prefazione “Sono immagini di natura, di contesti affettivi, di amori diversi, a volte nette a volte quasi impercettibili, ma sempre – almeno per me – indelebili”.

“Per te che vai

io ho ripreso a scrivere.

Non quando fosti con me

nello spazio fugace del gioco

che mi hai concesso,

ma fuori da ogni nostra ora,

smarrito ogni tuo pegno,

io ora ti rievoco

in questi fogli che non mi abbandonano,

riemersi da un’infinità di tempo,

proprio nel giorno del tuo addio:

doppio esercizio di dissolvenza”.

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E in effetti i pensieri e le suggestioni che Montibeller ci regala si incastonano nella mente, mentre leggiamo si crea una storia, di vita e d’amore, e le immagini restano in noi.

A galleggiare, a farsi cullare…

“Avrei voluto raccontare

di un amore normale.

Il nostro forse non lo era,

ma era tutto quello che avevamo

ed era pur sempre un amore.

Solo, un amore di un altro tipo”.

In questo libro di poesie in cui ci si addentra con la semplicità con cui si mette un piede dopo l’altro quando si cammina, troviamo ricordi, metafore della crescita, tenera malinconia, esercizi di dissolvenza, notti romane e gatte in calore, sguardi da finestrini in corsa, torrenti seccati a luglio, pagine disperse, menti che volano…

“C’era asfalto e terra e marmo

e più lontano lo scroscio del mare

e il corpo madido e divorato

e sotto la pelle, spezzato il fiato,

la tua Menzogna”.

Buona lettura!

LO ZAINO IN SPALLA – ENSEMBLE EDIZIONI – 2023

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