Nero, una citazione:
“Ma le diverse culture di cui vi racconterò hanno in realtà un denominatore comune: l’essere state storicamente accostate e considerate insignificanti proprio perché riguardano persone nere. E facendo conoscere queste storie ignorate, il mio obiettivo è evidenziare ciò che le caratterizza e le contraddistingue.”
Secoli di colonialismo l’hanno resa trascurabile, studiosi superficiali ne hanno negato l’antichità, pregiudizi razzisti decretato l’inesistenza.
La storia africana ha sempre avuto, per usare un eufemismo, scarsissimi sostenitori.
Fino alla metà XX secolo non è stato fatto alcun tentativo di studiarla: si preferiva considerare l’Africa un insieme eterogeneo di stili di vita barbari, uno “spazio vuoto” che aveva acquistato vita solo con l’arrivo dell’uomo bianco.
Quando finalmente si cominciò a frequentarla, gli storici si concentrarono solo sul periodo coloniale, per mancanza di fonti autoctone o per l’impossibilità di unificare in un quadro esaustivo elementi tanto diversi tra loro, polverizzati in una massiccia migrazione, violenta e forzata, una diaspora immensa.
Ma qualcosa accomuna tutti quegli elementi: appartengono a popolazioni dalla pelle nera e sono stati sistematicamente ignorati.
È proprio ai neri, in Africa o lontano dal continente, che Amat Levin dedica dunque questo libro: a coloro le cui storie, vicende e identità brillano per l’assenza dalla storiografia ufficiale.
“I lettori più attenti avranno notato che il titolo del libro non è Storia dell’Africa. Il motivo è che voglio porre l’accento sulla storia delle persone nere, ossia su quegli elementi della narrazione del continente che tradizionalmente sono stati i più negletti.”
Dall’impero dimenticato di Aksum, grande potenza dell’antichità, al regno di Mapungubwe, il più antico dell’Africa meridionale; da Yasuke, samurai nero nel Giappone del XVI secolo, ad Anton Wilhelm Amo, primo africano in un’università europea; dalla principessa Yennenga, guerriera Mossi che combatté per il diritto di sposarsi, a “Sister” Rosetta Tharpe, afroamericana dell’Arkansas, madrina del rock’n’roll.
Politica, geografia, religione, tradizione si intrecciano in questo mosaico di piccole e grandi storie che fanno di questo volume uno strumento prezioso per immaginare l’Africa di domani.
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Amat Levin è un giornalista, scrittore e podcaster svedese di origini gambiane.
Nero è una sorta di antologia in quattro parti, più che un classico libro di Storia.
Nella prima parte si affronta l’Africa antica, scoprendo la grandezza delle civiltà di Kush e Aksum, a dimostrazione di come l’Africa sia stata fin dall’antichità protagonista di rapporti e traffici commerciali.
La seconda parte riguarda le prime esplorazioni dell’Africa da parte degli europei, primi tra tutti i portoghesi a partire dal XVI secolo, fino alla tragedia della tratta degli schiavi, raccontata tanto in terra africana, quanto sull’altra sponda dell’Atlantico.
Poco dopo ha inizio la fase coloniale, esposta nella terza parte, segnata da altre violenze e sfruttamento. Si racconta del terrore instaurato da Leopoldo II nel Congo belga, delle repressioni avvenute ovunque, fino alla costituzione di Stati “artificiali”, un retaggio che ancora oggi l’Africa porta con sé.
Infine, la conquista della libertà nel continente africano, ma non solo lì, basti pensare alle lotte per i diritti degli afro-americani negli Stati Uniti e altrove.
Questo libro però non parla solo di tragedie, è costellato infatti di brevi biografie di donne e uomini che hanno segnato la storia in positivo, da Angela Davis a Thomas Sankara, da Nat King Cole a Valerie Thomas, che diresse molti programmi della Nasa.
Ma, attenzione, questo non è un testo apologetico. Levin è attento a non cadere nello stereotipo dell’afrocentrismo, ossia di ribaltare la visione mettendo l’Africa al centro di tutto, cadendo così nello stesso errore della storia eurocentrica dominante.
Nero si rivela una lettura davvero interessante, un caleidoscopio di episodi e di fatti che portano alla curiosità di conoscere ancor meglio le vicende della diaspora africana.
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NERO – NERI POZZA EDITORE – 2025




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