NO!IA E Altri Antidoti Al Tedio Vivere, una citazione:

“Quanta gente conosco che si è fottuta solo perché incapace di gestire tutte le rotture di cazzo che la vita ti serve su un piatto di latta. Troppe che hanno dimenticato quell’importante soluzione al dubbio esistenziale dell’essere o non essere, cioè l’equilibrio. Una vita equilibrata, ecco cosa cazzo voglio da questo pazzo pazzo mondo. Una giornata con degli alti e bassi che oscillino sempre in modo gestibile. Basta estremi. E pure qualche sicurezza, ecco cosa, che non guasta mai.”

NO!IA E Altri Antidoti Al Tedio Vivere è una selezione di racconti che scuote il lettore dal torpore indotto dalla routine e dal quieto vivere, sbattendogli in faccia storie che palpitano di un ritmo incessante.

Nove racconti che regalano nove storie fuori dall’ordinario, ove persone normali, ragazzi, antieroi, vinti “ma non ancora del tutto” dalla vita fanno di tutto uscendo da schemi e convenzioni sociali per sentirsi vitali, liberi di affermarsi esprimendo la loro singolarità, secondo il tempo e i talenti che sentono propri.

Persone comuni, che cercano di sopravvivere alla quotidianità ed alla brutture che talvolta essa comporta cercando una via d’uscita, un sentimento, un palpito. Attraverso la musica ma non solo. Per uscire dal cono d’ombra della consuetudine e della negatività.

In “NO!IA” – che dà il titolo alla raccolta e ne costituisce il racconto portante – un pusher decide di uscire dal tunnel di dipendenza nel quale si è infilato cambiando totalmente stile di vita. Troverà una redenzione repentina e inaspettata grazie all’occasione di coronare un vecchio sogno.

“O’ Bangladino”, invece, un ragazzo in cerca di ristoro dalla canicola romana rimane suo malgrado intrappolato, come per un sortilegio, in un alimentari gestito da bengalesi.

In “Accordi in bianco e nero” c’è un chitarrista di successo che, con i postumi di una sbronza, ripercorre la sua carriera, rimanendo scottato dal Sole come un novello Icaro.

“Orizzonte: Amore” è la delicata descrizione dell’alba di un nuovo amore che nasce stranamente dalle ceneri di due divorzi, coniugando lirismo e cinismo.

“Una storia elettronica dettata da una fottuta musica classica” racconta invece di una “normale” serata in un club di musica elettronica che a un certo punto prende una direzione totalmente inaspettata, offrendo al protagonista una diversa chiave di lettura dello “sballo”.

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Ne “Il tempo della Wuh!” i destini e le carriere di un famoso DJ e di una musicista si intrecciano e cozzano sullo sfondo di un impensato scandalo sessuale.

In “Montagne russe del gusto” una ragazza riflette sul suo vissuto, non sentendosi donna di facili costumi (o forse lo è, ma non questo il punto).

Tartare di maiale” stigmatizza con ironia una certa moda contemporanea riguardo la cucina, raccontandoci le peripezie di uno chef stellato che si perde in un décolleté prorompente, mettendo per questo a rischio la carriera.

“La madre di tutte le musiche” ci rivela infine che esiste un’entità superiore interessata al nostro benessere fisico e intellettuale e che si attiva di volta in volta per risolvere i problemi del mondo.

Tutte storie con un ritmo forsennato. Tutte con il motore che “batte in testa”. Se amate la stile e il taglio delle storie di Irvine Welsh, non potrete resistere alla corrosiva, tagliente, lisergica, spassosa vitalità narrativa di NO!IA.

Alcuni racconti riallacciano i fili con gli eventi narrati in WUH!, precedente raccolta di racconti di Andrea Paolucci, quasi a rimarcare una continuità narrativo-affettiva per talune storie già raccontate.

Andrea Paolucci, infatti, “splendido quarantenne” secondo una morettiana definizione, appassionato di letteratura e musica, è qui alla terza pubblicazione, dopo il citato WUH! e il primo romanzo “Il Nero nel Bianco”.

Non possiamo

Non dobbiamo

Non vogliamo

Rinunciare a NO!IA.

NO!IA E ALTRI ANTIDOTI AL TEDIO VIVERE – BIBLIOTHEKA EDIZIONI – 2019