Ohio di Stephen Markley – Recensione


Ohio Recensioni

Ohio, una citazione:

“Io seguo solo un versetto delle scritture. Quello di san Paolo ai Romani. Ti ho amato nei momenti più bui.”

È un posto dimenticato da Dio, New Canaan.

Dopo il diploma, dieci anni fa, se ne sono andati tutti.

Bill, attivista disilluso con una passione per i guai; Stacey, una dottoranda che ha imparato ad accettare la propria omosessualità; Dan, reduce dall’Iraq segnato nel corpo e nella mente; Tina, ex cheerleader fragile e amareggiata.

Ma la notte in cui le traiettorie dei quattro (ex) ragazzi si incrociano di nuovo, passato e presente, i giorni del liceo carichi di promesse e le delusioni dell’età adulta fanno contatto e deflagrano.

Raccontando, ciascuno di loro, un pezzo di verità, scopriranno prima dell’alba il segreto che ha segnato le loro vite.

Sullo sfondo, la presente assenza di due ex compagni del liceo, Rick e Lisa, convitati di pietra che fanno da cornice all’intera narrazione.

Attraverso le storie di Bill, Stacey, Dan e Tina l’autore offre al lettore un affresco sociale potente, affrontando temi come l’attivismo politico, la recessione, l’alcolismo, l’omosessualità, la violenza sessuale e la guerra.

“Cos’è la storia, se non una scelta della memoria. E cos’è la memoria, se non una resa infedele di sesso, morte, giustizia, assassinio, preghiera, avidità, speranza e amore. La memoria è duttile come l’anima.”

Un libro che è una sinfonia in quattro movimenti sulla perduta giovinezza di un Paese.

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Stephen Markley, nato in Ohio, si è diplomato all’Iowa Writer’s Workshop. Questo è il suo primo romanzo, ed è da rimanere increduli per la storia ed il livello di scrittura. Un’opera corale di oltre 500 pagine, davvero una delle più brillanti nel panorama letterario contemporaneo.

Ohio è un grande racconto sulla perdita, perché il tempo è il più grande tiranno: consuma affetti, aspirazioni, relazioni, carriere.

Ma il tempo è anche un cerchio, figura senza ascisse né ordinate, in cui tutto è e in cui tutto torna, dove convivono la persona incrinata che sei adesso e il ragazzo pieno di speranze che eri ieri.

Ohio è il resoconto di una costellazione di vite segnate dalle conseguenze della storia e dalle scelte economiche e politiche degli ultimi decenni.

New Canaan, cittadina fittizia in un Ohio molto realistico, è un luogo martoriato dalla droga, dalla recessione, dall’indigenza, dai postumi dell’11 Settembre.

Come Steinbeck ha raccontato la Grande Depressione, così Markley parla della crisi economico-valoriale in cui è piombata l’America dopo l’attentato e le successive guerre.

Ohio è un romanzo complesso – che intreccia elementi mystery, politici e demi-memoir – con una serie di obiettivi specifici: disseppellire i segreti di una piccola comunità, raccontare dall’interno la società statunitense, i suoi fallimenti e quella parvenza di splendore che la terra – l’heimat di ognuno di noi – sa offrire.

Anche il registro narrativo cambia, perché Markley quando descrive questa terra silenziosa, in cui la natura è madre e matrigna, adotta un registro più lirico mentre quando racconta gli abitanti il taglio è più affilato, senza sconti, perché le persone sono sia carnefici che vittime.

Le premesse delle prime pagine si ramificano, con l’avanzare dei capitoli, su piani temporali differenti che si mescolano – e collidono – continuamente.

Quello che rimane, alla fine, è un profondo disincanto: la certezza che l’anima di una certa provincia non cambierà mai, che questa generazione non riuscirà a cambiare l’inerzia delle cose, anche se qualcuno ci prova davvero.

Ma Markley, cantore di questa generazione perduta, ci invita a tenere duro, e a cercare il bello anche nelle periferie esistenziali più tormentate.

Perché il dolore e l‘amore sono solo due facce della stessa medaglia.

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OHIO – EINAUDI – 2021

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