Parole D’aMorgan di (Marco) Morgan (Castoldi) – Recensione

Parole D’aMorgan di (Marco) Morgan (Castoldi) – Recensione

Parole D’aMorgan, una citazione:

“Ho vissuto invano ho cercato l’amore senza sapere che chi lo trova lo uccide e chi non lo ha non lo avrà mai. Ho costruito per accatastare, attirare polvere, e incasinare tutto: ho fatto pile di fogli foglietti e di progetti per poi buttare tutto. Che senso mai la vita dovrebbe possedere se non potesse più volte assomigliare alla morte?”

Parole D’aMorgan è il nuovo libro di Morgan, una raccolta di poesie commentate in versi da Pasquale Panella, penna autorevole dei primi cinque album che Lucio Battisti pubblicò una volta concluso il sodalizio con Mogol.

In questa ultima avventura letteraria, Marco Castoldi / Morgan sceglie nuovamente la composizione grafo-linguistica.

Ancora una volta Morgan dimostra di non riconoscersi nel ruolo di “semplice” cantautore: con questa nuova opera si fa poeta e pensatore ma anche acuto osservatore del suo Io.

Amore che svanisce, struggimento e rinascita, Saba, Baudelaire e Verlaine: il musicista ha messo in versi le sue parole d’amore. È il derviscio di sé stesso.

L’alleanza tra Morgan e Panella produce uno tsunami di emozioni e concetti – con una veste grafica ricercata che forse non supporta al meglio una lettura men che attenta – che può sovrastare e confondere anche lo scrittore più smaliziato.

Parole D’aMorgan è una finestra sul mondo interiore di un uomo fragile e al contempo granitico nel suo essere nel mondo ma non del mondo.

Il suo mondo vive a parte, racchiuso dalle Colonne d’Ercole della parola che inizia per A e finisce per E.

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L’amare, in amore, è atto volontario. La volontà che in Agostino raggiunge la perfezione quando non fa il male, con la guida della grazia che procede dal divino.

La volontà di amare è allora giustezza. Il suo opposto, invece – la non accoglienza, la volontà di non amare – è ontologicamente ingiusto.

Per mancanza di giustezza, l’amore stesso, non corrisposto, diventa esso stesso ingiusto. È ingiusto che l’amore non sia ricambiato. E l’amore diviene ingiusto se non è ricambiato.

“Niente fa più male del niente e nel chiamare la voce che mi amava la mia vita si fantasma.”

L’amore non ricambiato e il non amato divengono fantasmati, ghostificati, parole non ascoltate di fronte a un portone ormai chiuso.

Un canto di dolore che assurge quasi a preghiera, che sembra chiamare a sé la morte come consolazione, in quanto oasi di pace dall’affanno.

Ma la condizione di non morte è superata nell’esperienza sublime della solitudine pura, che porta alla contemplazione, quasi a un nirvana.

Citando il grande Faber, forse è vero che “coltiviamo per tutti un rancore che ha l’odore del sangue rappreso, ciò che allora chiamammo dolore è soltanto un discorso sospeso”.

Anche per questa ragione, le Parole D’aMorgan sono una richiesta di ascolto gentile e di attenta comprensione, per poter poi tornare all’inferno dei viventi che è talvolta la vita.

Per sopportare meglio il nostro destino complicato, per guardare con più condiscendenza all’umanità, patria nostra, e ai suoi casini.

E per resistere, anche al non amore.

PAROLE D’AMORGAN – BALDINI+CASTOLDI – 2022

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