Playlist, una citazione:
“Sancita la mortalità dell’oggetto commerciale, del contenitore, rimaneva il suo contenuto: la canzone. Poteva essere mortale anche lei? Ma va’. La canzone appartiene alla specie umana e al suo modo di vivere, come i mignoli e il latte di mucca. Per ragioni antropologiche e culturali che qualcuno saprà spiegare, la canzone è per gli uomini e per le donne come il pasto quotidiano, come il sonno notturno.”
Le playlist sono diventate ancora di più il sistema prevalente di ascolto della musica, ma lo sono diventate in un modo soprattutto preconfezionato, come nelle vecchie compilation, assai distante da quello inteso dal titolo di questo libro.
Libro che ha opposte intenzioni, sovversive e spericolate: di essere uno strumento per chi voglia ascoltarle e goderle, le canzoni, e poi scegliersele, oltre che di essere una piacevole lettura.
In una cosa è in effetti adeguato alle abitudini contemporanee, invece: lo si legge come scrollando una timeline, storia dopo storia, o aprendo delle pagine a caso.
Magari un giorno potremo cliccare su qualsiasi titolo su Spotify e ottenere ogni informazione su quella determinata canzone: e magari saranno anche troppe informazioni, e ne vorremo meno.
Playlist serve anche a questo, come il lavoro di ogni deejay: a proporre delle scelte.
Oltre che a raccontare la musica di cui è fatta la vita non attraverso cronologie, epopee, genealogie, storie del rock ed enciclopedie di artisti, ma raccontando la cosa vera: le canzoni.
Luca Sofri fa il giornalista: ha fondato e diretto il Post per quindici anni, oggi ne è direttore editoriale. Questo libro è l’edizione arricchita e aggiornata di una versione che uscì la prima volta nel 2006.
Playlist è l’ottavo titolo pubblicato da Altrecose, il marchio editoriale creato dal Post insieme a Iperborea dedicato alla conoscenza della realtà e a opere di “non fiction”.
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Oltre 50 anni di canzoni pop e rock, italiane e straniere sono riassunte con spirito e arguziadaSofri che, bisogna premettere, scrive da dio e ha un gran gusto musicale, il più delle volte (non sempre) condivisibile, perlomeno dallo scrivente.
Le canzoni hanno fatto un giro lunghissimo, da quando erano incise sui 45 giri a ora che sono protagoniste grazie alle piattaforme come Spotify, attraverso periodi in cui gli album e le compilation rigide prevalevano.
Gli album raccontavano una visione ed un periodo storico dell’artista; invece, le canzoni che si possono “estrarre” dagli album hanno una fruibilità e una vita a sé stanti.
Le melodie e le parole delle canzoni sopravvivono al tempo ed ai loro creatori, rimanendo nella nostra testa e segnando alcuni momenti a cui siamo affezionati.
Le canzoni contenute in Playlist sono ben 3.485, organizzate in rigoroso ordine alfabetico per cognome dell’artista o nome del gruppo.
Si comincia con gli Abba e “Waterloo” del 1974 e si finisce con Zucchero e “Ridammi il sole” del 1992.
In mezzo c’è davvero di tutto: John Lennon e Bruce Springsteen, Toto e Led Zeppelin, Marvin Gaye e Aretha Franklin, Genesis e Jeff Buckley, Dalla e Battisti, e per ogni pezzo un racconto appassionato.
In ogni modo, per chiunque sia nato e cresciuto a fine Novecento questo è un volume di “tempo perduto” che sgorga a ogni pagina.
Vale dunque la pena di tenere Playlist sul comodino, piluccando con calma – e a caso – una o più delle circa 700 pagine del volume, alla ricerca di gemme e capolavori dimenticati, ma anche di nuove scoperte.
Per ogni urgenza, comunque, siate pronti su Youtube.
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PLAYLIST – ALTRECOSE – 2025




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