Beautiful Music, una citazione:

“Sta succedendo, lo sento. La musica mi sta cambiando, anche se non so esattamente come. Di certo mi ha aiutato a casa, nel compito snervante di gestire mia madre. Mi ha aiutato a capire cosa voglio fare da grande: lavorare alla radio. Mi sembra che la musica mi indichi la strada, confidandomi i suoi segreti.”

Età strana e inquieta, l’adolescenza. L’età dell’innocenza. Ammesso e non concesso che mai si emerga da quel periodo della vita di ogni uomo che è l’adolescenza, è difficile che se ne possa uscire senza vistose ammaccature.

Tra acne ed ormoni, proprio questi imberbi sono però gli anni della formazione, delle sperimentazioni, dell’entusiasmo e del cazzeggio puro.

In Beautiful Music il protagonista è proprio un adolescente.

Danny non ha i vestiti giusti, non è sportivo, non è abbastanza figo. Per le ragazze è trasparente, per i bulli del liceo un bersaglio mobile. Ma suo padre, il suo mentore, gli ha insegnato a non scappare.

Beautiful Music lo trovi

Danny, a scapito di tutto, possiede un’arma che lo rende invulnerabile: il rock fantastico delle radio indipendenti, dei dischi comprati con i suoi risparmi, la musica che lo accompagna sempre nella testa, che gli dà la carica a ogni passo.

Sono gli anni del rock, dei capelloni, dei jeans strappati e dei testi rivoluzionari. Gli anni che segnano nettamente il confine tra la musica del prima e quella del dopo, scavando trincee generazionali dentro le quali genitori e figli si allontanano. Ma, nonostante le diverse propensioni, per Danny e per suo padre la musica è bellezza e condivisione, nulla potrebbe unirli di più.

“Mio padre si accende una Old Gold e sintonizza la radio su Beautiful Music. Fanno ascoltare pezzi che riconosco dalle radio che sento di solito, ma senza parole e riarrangiate per orchestre ad archi … come la mia radio preferita, anche quella che ascolta lui trasmette da Windsor, nell’Ontario, dall’altra parte dell’Ambassador Bridge. La particolarità di questo canale è che chiude le trasmissioni al tramonto.”

Il ragazzo è sempre triste quando la musica finisce, avverte paura e vuoto, perché altre cose brutali poi lo assordano. Una notizia che non vuole ascoltare, le urla degli scontri razziali che forse nella Detroit degli anni ’60 e ‘70 non finiranno mai, il frigorifero vuoto, la situazione familiare disastrosa che lo obbliga a crescere troppo in fretta.

Ma la professoressa Floyd è così bella da sembrare una santa e gli offre l’occasione che sta aspettando: lavorare alla radio della scuola. Leggerà gli annunci meglio di chiunque al mondo, farà ascoltare a tutti Jimi Hendrix, i Led Zeppelin e tutti i mostri sacri del rock’n’roll. Finalmente la sua vita sembra essere a una svolta.

Il nuovo romanzo di Michael Zadoorian – autore già portato al cinema da Virzì nell’edizione del Festival di Venezia del 2017 – ricorda le atmosfere cinematografiche di film cult come “Almost famous”, “I love Radio Rock” e “Alta fedeltà” e conferma l’abilità narrativa dello scrittore americano. Un romanzo che sembra già pronto per essere traslato su celluloide, alla stregua del “Fight Club” di Palahniuk, ma con tanta tenerezza in più.

Un libro, scritto divinamente e godibilissimo, assolutamente da leggere per chi ama la musica e da chi, almeno una volta nella vita, pensa di essere stato salvato dalle strofe di una canzone.

BEAUTIFUL MUSIC – MARCOS Y MARCOS – 2018

 
 

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