Recensione di Blocco H – Roger Faligot

Recensione di Blocco H – Roger Faligot

Blocco H è un testo struggente. Così come tutti quelli che raccontano la prigionia dei detenuti repubblicani durante i Troubles.

Sullo sfondo c’è la storia di Colm Brady, ragazzo poco più che adolescente di New Lodge, enclave nazionalista di Belfast. Solita routine. Disoccupazione, stenti, ragazzate per ammazzare la noia.

Ma a Belfast negli anni ’70 non si può cerco rimanere tranquilli. Soprattutto se la tua morosa è impegnata nella lotta contro l’odiato esercito britannico. Piacere, Susan McDermott, ufficiale dell’esercito femminile dell’I.R.A.!

In quegli anni la lotta per la sopravvivenza nei quartieri ghetto dell’Irlanda del Nord non è affatto semplice. L’esercito di occupazione, inviato dal governo inglese per evitare qualsivoglia prepotenza della maggioranza lealista fedele alla corona, è tutt’altro che ben disposto.

La comunità nazionalista è sotto bersaglio. Angherie e sopraffazioni sono all’ordine del giorno.

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Colm non è un nazionalista impegnato concretamente nella lotta. È vero che suo padre era un pezzo grosso dell’I.R.A., è vero che ha molte amicizie nell’ambiente ma non ha voglia di buttarsi. Condivide sicuramente l’avversione per il nemico, un disgusto che prova sulla sua pelle:

“Aveva portato la sua bara, quel mattino d’aprile. Un vento gelido spazzava le vie di New Lodge. Mentre il corteo passava alla stazione di polizia della RUC, i poliziotti alla finestra urlavano di gioia e lanciavano oscenità alla vedova.”

Susan, a differenza del biondino pelle e ossa, è donna da prima linea. Senza dubbio:

“Il suo corpo grassottello ma muscoloso emana la fierezza, a volte silenziosa, a volte struggente, delle donne d’Irlanda, le cui aspirazioni, la cui forza e il cui futuro hanno radici profonde nell’epoca lontana in cui erano regine, druidesse, cacciatrici o guerriere.”

In un apparente tranquillo mattino di settembre del 1976 che la vita di Colm cambia radicalmente. Prende una nuova strada. A sorpresa, come un fulmine a ciel sereno.

Il ragazzo viene arrestato per appartenenza all’Irish Republican Army, l’esercito repubblicano irlandese. Ma come? Proprio lui? Colm il calmo, il sornione, quasi un po’ vigliacco.

Colm è stato incastrato, viene interrogato alla maniera dei britannici. Senza sconti, anzi. Gli vengono gentilmente dedicate attenzioni particolari: il menù propone percosse e brutalità.

Ma l’amore per la giovane ribelle e quella dose di incoscienza che forse non ha mai avuto, lo spingono a dichiararsi astutamente colpevole. Sì, per una volta orgoglioso di qualcosa: era un soldato del suo esercito, quello irlandese!

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Il testo di Roger Faligot riporta una storia purtroppo già vista. Il carcere: l’isolamento, le battaglie per acquisire il giusto riconoscimento di detenuti politici. Poi la depressione, la fierezza di appartenere a qualcosa, l’amicizia.

La vita nelle angosciose prigioni del Nord Irlanda cambia radicalmente il ragazzo. Lo trasforma, lo responsabilizza. E lo disorienta al momento di uscire, di toccare nuovamente la libertà:

“Tu hai paura di te stesso, paura di quello che dovrai fare fuori. Per la prima volta sei costretto a saltare il fosso, saltare il fosso di tua iniziativa…”

E di toccare nuovamente la sua Susan: “Da prigioniero nel Blocco H, diventerai il mio. Non ti lascerò più andar via.”

Blocco H confessa la dura vita della popolazione nazionalista nel pieno degli anni ’70. Palesa le terrificanti condizioni delle carceri di Long Kesh ma allo stesso tempo enfatizza valori essenziali, celebra sentimenti importanti come l’amicizia e l’amore.

In fin dei conti, è difficile vivere in Irlanda del Nord, troppo complicato assaporare la vita. E’ assurdo godersi la normalità, è proprio impossibile toccarla.

“Conosci qualcuno che sia normale oggi a Belfast, Colm?

BLOCCO H – BEPRESS EDIZIONI – 2013

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