Recensione di Breve Storia Della Pioggia – Alain Corbin

Recensione di Breve Storia Della Pioggia – Alain Corbin

Breve Storia Della Pioggia come tutte le cose poco convenzionali, da cui non so cosa aspettarmi, mi ha incuriosita da subito.

Si presenta come un libricino elegante, che al solo guardarlo dall’esterno delle sue pagine alza l’aspettativa sul suo contenuto. E la regge!

L’acqua che cade dal cielo «fa viaggiare l’anima», ma rende impraticabili i percorsi dei cavalieri erranti, complica le guerre, fa ritardare gli amori; invocata in tempi di siccità, la pioggia provoca anche la paura dell’eccesso, delle alluvioni e dei diluvi“.

In ciascuno di noi la pioggia rievoca e suscita sentimenti diversi e spesso contrastanti.

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Per alcuni è una manna, per altri è l’agente atmosferico più romantico, per altri ancora una disgrazia sulla propria testa.

Con le sue gocce, fine fine o piene piene, porta spesso con sé malinconia ed essenza di vita insieme.

Stendhal la detesta, Baudelaire ne fa una componente dello spleen, i diaristi la intrecciano con le lacrime, i sovrani e i capi di Stato ne fanno un uso politico, rinunciando all’ombrello nelle cerimonie ufficiali per condividere con il popolo anche le avversità“.

Nel saggio Breve Storia Della Pioggia l’autore, Alain Corbin, studioso di storia sociale e di storia delle rappresentazioni, ci parla della pioggia declinata in molti aspetti della vita.

Dalle pratiche propiziatorie e i relativi rituali della pioggia in tempi di siccità, al fango mischiato col sangue dei soldati feriti in tempi di guerra.

Dal gesto del re di Francia che simboleggia l’uguaglianza di tutti i francesi sotto la pioggia allo spleen di Charles Baudelaire, all’arte e ai metodi per prevederne il suo imminente arrivo.

Poco dopo, la pioggia si infittisce. Allora, scrive il re alla regina Maria Amelia, rimasta a Parigi:

il servitore mi raggiunse con il mantello sulla piazza, dove, nonostante la pioggia, c’era una folla immensa; gli dissi di riportarlo indietro. Gli feci un gesto che indicava di portarlo via; i soldati non avevano un mantello, e neanch’io lo volevo. L’acume dei francesi mi comprese al volo ed ecco che risuonò il grido: “Bravo il Re!”, “Viva il Re!”, che mi accompagnò per tutto il tragitto.

Buona lettura!

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BREVE STORIA DELLA PIOGGIA – MARIETTI1820 – 2021

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