Recensione di Divagazioni Superflue – Frank Iodice

Recensione di Divagazioni Superflue – Frank Iodice

Divagazioni Superflue, una citazione:

“Chiunque nel mondo aveva i propri strumenti, eroi e bastardi, non importava se alla fine avrebbero suonato la loro schifosa canzone. E ognuno ne aveva una già scritta ad arte per lui. Fortunati o inconsapevoli? Saperlo era per loro e per me talmente difficile che avrei cercato a lungo una risposta senza trovarla né comprenderla.”

Divagazioni Superflue ci racconta del potere di restare svegli mentre tutti gli altri dormono.

Negli esseri umani albergano moltitudini, questo è noto.

Tuttavia quando cala la notte, o albeggia appena, si riescono a percepire sfumature che gli uomini tengono celate in pieno giorno.

In questa collezione di racconti visionari e indipendenti – tutti con forti elementi autobiografici e ambientati perlopiù negli alberghi notturni di Nizza – assistiamo a un campionario di variegata e resistente umanità.

Il portiere di notte dei piccoli alberghi è un vero deus ex machina del crepuscolo.

Osserva le tentazioni e origlia i desideri, senza emettere alcun giudizio. Come un arbitro all’inglese, lascia giocare.

Narrazioni che hanno inizio con un saluto, un cenno o una chiacchiera all’interno della hall di un albergo, scambiati con clienti casuali.

Un ospite sconosciuto e fugace può diventare il protagonista di mille storie avventurose e fantasiose, che spesso si intravedono dietro ad uno sguardo di sottecchi o a delle calze troppo sottili per l’inverno.

Talvolta possono rivelarsi vere le congetture di un portiere, talora invece rimangono fantasie cristallizzate nella notte, che evaporano come rugiada il mattino dopo.

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Divagazioni Superflue ci mostra la verità (o le visioni?) degli ultimi e degli insonni, la condizione di animalità innata dell’essere umano e la soggezione di noi tutti al destino, sbarre dalle quali cerchiamo di evadere continuamente attraverso il sogno e la finzione.

Frank Iodice, autore di numerosi romanzi e di un vasto numero di racconti brevi apparsi su riviste letterarie, vive a Nizza con la sua famiglia e lavora come guardiano notturno.

Grazie al suo lavoro di veilleur de nuit, Iodice è una sorta di “scrittore silente”, che riesce a osservare e raccontare rimanendo in disparte.

Nessuno dei personaggi raccontati si prende eccessivamente sul serio: sono sconfitti, percossi, esclusi, ma allo stesso tempo ribelli e sfrontati, capaci ancora di voglie e aspirazioni.

Divagazioni Superflue può sembrare una sorta di ricerca antropologica, ma come la scriverebbe Borges.

Inoltre, il marchingegno narrativo e lo stile delle storie di Iodice mi ricordano le pagine di “La vita istruzioni per l’uso” di Georges Perec e i racconti di Cortàzar.

Tutti noi siamo cavie inconsapevoli di un esperimento chiamato vita.

Siamo angeli caduti, tutti, solo un po’ ebbri e claudicanti.

Siamo comunque portatori di un’innocenza mal celata.

Ma forse ce lo stiamo solo immaginando.

DIVAGAZIONI SUPERFLUE – ERETICA EDIZIONI – 2020