Recensione di Grammatica Per Cani e Porci – Massimo Birattari

Recensione di Grammatica Per Cani e Porci – Massimo Birattari

Grammatica Per Cani e Porci di Massimo Birattari è un vero “colpo al quore”, perfetto per gli amanti della nostra lingua, i lettori e scrittori, per chi ne vuole capire di più e per i curiosi delle cose della vita.

In modo discorsivo, colloquiale, ironico e coinvolgente qui ci confrontiamo con l’italiano, le regole e le sue neanche tanto piccole insidie.

Perché proficuo, innocuo e promiscuo si scrivono con la c, mentre obliquo e ubiquo vogliono la q?”.

Grammatica Per Cani e Porci inizia chiarendoci le definizioni di Homo grammaticus sapiens, docens, habilis e l’homo pseudogrammatocus pugnax.

Poi subito un quiz seguito da alcuni spropositi linguistici comparsi su cartelli, muri e messaggi pubblici o privati.

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Ho capito subito che ci sarebbe stato da divertirsi, questo è un libro dalle mille risorse e me ne sono innamorata follemente.

Comuni e diffusi errori di ortografia, domande, incursioni di Zerocalcare su come si declina al femminile plurale l’aggettivo “incinta”, vignette chiarificatrici e storia degli strafalcioni, questo e molto altro ho trovato in Grammatica Per Cani e Porci.

Si tratta certamente di un libro di grammatica ma non per come comunemente lo intendiamo, e divertenti vignette di Niccolò Barbiero accompagnano i quiz e non solo.

Grammatica Per Cani e Porci è un libro che si legge con gusto, ricco di spunti, riflessioni e informazioni che ci vengono date in pasto nel giusto modo, per non dimenticarle più.

Come ad esempio l’uso del “piuttosto che” ormai ovunque riportato nella maniera errata.

Quando ciò accade in mia presenza mi fa davvero male al quore.

Questo è un libro trasversale, per grandi e piccini, in cui comprendiamo ancora meglio, se ce ne fosse bisogno, l’importanza delle nostre radici e nello specifico della lingua latina sull’italiano e sul nostro modo di esprimerci.

Poi ci sono le parole orecchiate male, il capitolo sul correttore ortografico e quello automatico (il Male), ciò che ci resta degli insegnamenti scolastici,le ripetizioni, la tolleranza verso gli errori da copertina, la “congiuntivite” e tantissimi altri argomenti trattati come un gioco, per parlare dell’italiano e del suo uso.

Corretto se possibile.

È possibile scrivere un libro sulla grammatica italiana e non parlare del congiuntivo? Forse sì, ma io so che voilettori non me l’avreste perdonato“.

Insomma Massimo Birattari, autore, redattore, traduttore e consulente editoriale con un blog dal nome Grammaland, è stato per me una piacevole scoperta e questo bel libro resterà saldo sulla mia scrivania.

GRAMMATICA PER CANI E PORCI – PONTE ALLE GRAZIE – 2020

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