Il Cartello Olandese è un’avventura appassionante nel cuore di un sistema, quello della droga, contraddittorio e prolifico.

C’è l’ipocrisia che regna incontrastata tra l’illecito e il suo profumato guadagno. E c’è una storia intricatissima che parte dalla liberalizzazione delle droghe leggere in Olanda.

In Il Cartello Olandese, Jerry è già sull’onda dello spaccio quando in Olanda decidono di tollerare la cannabis. Quindi a lui non sembra vero di compiere in modo legale quello che da anni compie in modo illegale.

Ma la vendita libera delle droghe leggere ha un enorme paradosso alle spalle perché nei negozi, i coffee shop, si può esercitare la vendita, ma per portare ‘la merce’ in negozio si rischia sulla propria pelle. Come quel detto: occhio non vede, cuore non duole.

Insomma, è legale venderla ma illegale coltivarla. Quindi come portarla fino ai coffee shop? In maniera illegale e da fonti illegali che sono le stesse che usano i canali criminali per i loro loschi traffici.

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Jerry, oltre agli amici Dennis e Jan, il cosiddetto ‘Trio d’Oro’, incontrerà persone variopinte nella sua ascesa nei vari canali illeciti e farà il giro del mondo in una spirale di avvenimenti da togliere il fiato. Situazioni che un comune essere umano non vivrà mai nell’arco di una vita sola. E neppure in dieci vite probabilmente.

All’inizio l’avventura è costretta dal bisogno di reperire la cannabis e i suoi derivati. Si sfrutteranno canali blasonati come Marocco, Libano e Afghanistan, poi si spiccherà il volo, e si solcheranno i mari, verso lidi lontani, paurosi e affascinanti. Verso una tensione espressiva che sale tra le pagine rubando il fiato e mandando adrenalina a mille.

Una volta scoperta la loro capacità, i tre del Trio d’Oro salteranno il fosso passando al commercio internazionale di droghe pesanti. Per il loro conto in banca, sicuramente, ma anche assoldati da personaggi loschi facenti capo a organizzazioni criminali, a nazioni all’apparenza disagiate e a rinomate ditte farmaceutiche. Non mancheranno incontri con personaggi dei cartelli della droga, nomi entrati nella storia dell’umanità, come El Chapo.

C’è amore e amicizia, dolore e morte e anche tanta violenza e crudeltà, tutto espresso in modo empatico dall’autore, Federico Van Stegeren. Con un linguaggio semplice e diretto, essenziale, che rende la narrazione estremamente godibile.

Qui parliamo di una storia vera. Forse un poco romanzata, ma realmente successa. Ed è incredibile pensare che una persona come Jerry abbia avuto tante avventure e tante disavventure nell’arco di una ventina di anni o poco più.

Come l’epilogo al limite del surreale con un finale che rende Il Cartello Olandese uno splendido libro da leggere tutto di un fiato.

IL CARTELLO OLANDESE – MONDADORI ELECTA – 2019