Il Trionfo Della Stupidità, una citazione:

«Tutti cedono alla stupidità non come a una debolezza, quali la golosità o la pigrizia, ma come a una potenza tellurica, quasi teleologica … stupidità “sistemica”, secondo Bernard Stiegler, che contamina quindi l’insieme del sistema in tutte le sue parti senza risparmiare un solo elemento, per una specie di misteriosa capillarità.»

Mancanza di intelligenza, di ragionamento, di logica, di senso critico, difficoltà a stabilire collegamenti, cogliere le sottigliezze e andare oltre i pregiudizi, disturbo della comprensione, assenza di riferimenti dovuta all’incultura e all’ignoranza, incapacità di giudicare, riflettere, valutare una soluzione e le sue conseguenze, goffaggine nell’espressione, pesantezza di spirito, propensione alla gaffe, alla confusione, perversione del gusto, per dirlo in una sola parola: coglionaggine.

Così Armand Farrachi definisce in questo pamphlet divertente e iroso la stupidità, male endemico che infesta la nostra quotidianità.

In Il Trionfo Della Stupidità, con spietata lucidità l’autore stila una lista, un vero e proprio bestiario di aberrazioni del mondo contemporaneo la cui portata è talmente convincente che il lettore stesso si sorprende a volerla completare con rinnovata consapevolezza.

Farrachi non si ferma a questo, demolendo sistematicamente i mezzi di informazione, di comunicazione, di decisione, puntando tutto sull’idea, affatto peregrina, che la stupidità abbia trionfato ovunque.

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Ma attenzione, non si tratta dell’idiozia in senso dostoevskiano o deuleuziano, vale a dire una propensione all’ingenuità, alla semplicità, allo sdegno dei concetti astratti, non si tratta della capacità di stupirsi senza cercare spiegazioni, bensì della stupidità ordinaria, banale, di fondo. Quella più pericolosa.

Nella nostra epoca, la tecnologia digitale e il web hanno portato rapidamente gli ottusi al potere. Un primo segno di stupidità è ritenere stupide le idee che non condividiamo. Gli scontri all’ultimo insulto sui social sembrano rientrare in questa categoria. Altro segno di stupidità è mettere tutte le opinioni sullo stesso piano. Insomma, il relativismo è stupido.

La società contemporanea contesta la scienza, irride le competenze, premia i ciarlatani che promettono l’impossibile. Mano a mano, vediamo trionfare la degradazione del pensiero, del linguaggio, del giudizio, l’imbruttimento delle città, della gente, dei costumi, l’assenza di gusto, di criterio, di immaginazione.

L’imbecille, che vive di pregiudizi, diventa oltretutto sempre più coriaceo col passar del tempo. Impossibile redimerlo. La globalizzazione ha consentito a cretini e imbecilli di raggiungere anche i più remoti angoli del pianeta.

D’altronde una massa indistinta e scientemente disinformata – da fake news o da un giornalismo mediocre, se non complice – si governa con minore fatica. Dunque i politici non sono sempre stupidi, anzi, quelli furbi spesso incoraggiano e favoriscono la stupidità. Uno storico delle scienze americano, Robert Proctor, a tale proposito ha chiamato “agnotologia” il metodo che consiste nel fabbricare l’ignoranza per confondere la capacità di giudizio, in genere con lo scopo di difendere interessi privati.

Di pagina in pagina, la riflessione si fa sempre più amara, sottoposta ad autopsia la nostra epoca viene spietatamente dissezionata. Sembra impossibile trovare alcun rimedio ad un male che si annuncia fatale, in questa continua erosione delle capacità cognitive, che costringe la contemporaneità al buio opprimente della caverna platonica.

Perché, come già diceva Flaubert, “la stupidità è qualcosa di incrollabile” e abbiamo già preso la via dell’abbrutimento generale.

Una marea di bruttura è destinata a sommergerci.

Ecco in quale direzione va la Storia. Qualunque sia il nome che le diamo, stupidocrazia o idiocracy, è comunque l’era trionfante e cacofonica degli imbecilli “felici”.

IL TRIONFO DELLA STUPIDITA’ – FANDANGO – 2019