Io Sono Ava è la storia di una ragazza piena di vita, di interessi e amici che da un giorno all’altro perde tutto a causa di un incendio, diventando “la sopravvissuta”.

Ciò che resta di Ava dopo l’incendio che le ha portato via la casa, i genitori e l’amata cugina, sono le cicatrici.

Tante cicatrici, cicatrici ovunque sul suo corpo che ormai non riconosce e non la rappresenta più.

Questo libro è il racconto di come Ava affronta la vita che le è stata risparmiata, la seconda opportunità che le è stata data anche quando pensa che forse sarebbe stato meglio non esserci più.

Non ricordo molto.

Solo il calore.

E il fumo.

Dappertutto.

Mi divorano.

E poi, tutto svanisce.

Non se ne va.

Semplicemente si sposta.

Dentro di me.

Ogni respiro

è incandescente.

Tento di gridare.

Non ho voce,

c’è solo dolore.

Ho inghiottito il fuoco.

Atterro sulla schiena.

Ricordo l’odore.

Di me.

Che brucio.

Durante la lettura di Io Sono Ava mio figlio di 11 anni mi ha fatto notare, sbirciando la copertina e leggendone la trama, che la storia è simile a quella di Wonder.

Ava però, rispetto ad Auggie, è una liceale che dopo aver subito molte operazioni per rimettersi in piedi, affronta la parte più difficile e dolorosa della riabilitazione, il rientro a scuola.

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Gli sguardi degli studenti, i commenti sottovoce, i corridoi da attraversare, le cattiverie, il non essere più fisicamente desiderabile…

Questa è una storia di sofferenza ma soprattutto di amicizia, di riscatto. Scorre come fosse una pellicola cinematografica e la cosa più semplice durante la lettura è affezionarsi ad Ava.

La ragazza bruciata che incuriosisce, disturba la vista, ma che se la si conosce la si apprezza per le sue qualità, la sua ironia e la sua voglia di essere accettata ed accettarsi.

Perché alla fine la cosa più difficile è fare i conti con se stessi.

IO SONO AVA – GARZANTI – 2020