Recensione di La Gang – Graeme Armstrong

Recensione di La Gang – Graeme Armstrong

La Gang di Graeme Armstrong è una rasoiata di lettura. Nel senso che lo scrittore è talmente abile a ricreare il mondo che racconta che verremmo catapultati letteralmente nella periferia più pericolosa di Glasgow.

Il fenomeno delle gang interessa soprattutto i sobborghi delle città, dove la difesa violenta del territorio diventa qualcosa oltre una missione sociale. Si trasforma in un modo bizzarro e gratificante di passare le giornate.

In La Gang vivremo la vita di Azzy, al secolo Allison Williams, e dei suoi scapestrati amici. In un vortice di violenza e delinquenza in una spirale di episodi cruenti e pieni di pathos vivremo con lui le vicissitudini del suo Young Team.

Young Team: termine originariamente usato tra le guerre dalle << gang del rasoio >> dell’East End di Glasgow. Ferocemente territoriali e settarie, le bande protestanti e cattoliche dei quartieri si affrontavano a tutti i livelli, dallo scontro individuale all’aperta guerriglia urbana.

Azzy cresce in una Glasgow dei record sbagliati perché incoronata capitale europea degli omicidi. Sono i primissimi anni duemila e gli insegnamenti che Azzy apprezza non sono quelli scolastici ma quelli dei ‘ned’ veterani. Per ‘ned’ s’intende ‘non educated delinquents’.

Cominceremo la lettura agli albori della crescita di Azzy nello Young Team. In una periferia degratata, il Lanarkshire, dove il benessere è evaporato con la crisi industriale. Tutto è diventato grigio e i parchi giochi non esistono e le attrazioni non ci stanno più e i bei posti sono dimenticati. Per questo l’unica cosa che puoi fare è fare a botte e difendere un territorio che ami e disprezzi come lo faresti con un padre ubriaco. Che è sempre tuo padre e gli vuoi bene comunque in qualche modo disperato.

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Azzy vive tra risse, abusi di droga e alcol e ascende nel suo Young Team. Il suo valore lo fa apprezzare da tutti e la sua moralità lo innalza a esempio.

Si dice che tutto quello che va su, prima o poi deve tornare giù. E questa regola vale in modo feroce con alcol e droghe. Ecco allora che Azzy da un giorno all’altro si trova schiavo di se stesso e in balia delle conseguenze dei suoi eccessi.

Le botte che prende in strada dalle altre gang sono niente in confronto ai mostri interiori che lo lacerano nel profondo. E’ allora che decide di ‘scegliere la vita’ come recita il noto motto di Trainspotting. Film che Azzy ha in camera il poster e a seconda dei periodi si colora degli stati d’animo contrastanti dello stesso protagonista.

Se scegli la vita però devi accettare le conseguenze perché non tutti possono capire i tuoi bisogni in una zona degradata dove la violenza è all’ordine del giorno. Potresti perdere rispetto, soprattutto se hai capito che la più grande difficoltà di questo mondo è affrontare se stessi.

Inizia un reboot di quell’Azzy che vorrebbe essere qualcun altro ma che poi alla fine torna sempre nel suo amato e odiato Lanarkshire, dove la gente ha iniziato a morire tra coltellate, droga e suicidi. E la purezza dell’infanzia va perduta per sempre dentro un’ode all’impermanenza della vita.

La Gang è una poesia di quattrocento pagine con un lirismo feroce e provocatorio. I buoni sentimenti sono un leitmotiv che si scontra costantemente con la realtà dei fatti.

Perché in fondo per l’autore, tramite un’esclamazione dello stesso Azzy, ‘non è una merda essere scozzesi’ come invece strillava Renton di Trainspotting. Lo stesso Azzy in quel passaggio si rivolge direttamente a un certo Irvine e probabilmente, sicuramente, intende lo scrittore scozzese Irvine Welsh.

La Gang è una lettura appassionante che vola di pagina in pagina emozionandoci sempre. Con un linguaggio unico che sfrutta lo slang locale ma anche una magistrale traduzione del sommo Massimo Bocchiola.

THE GANG – GUANDA – 2021