Recensione di La Sete – Giovanni Lucchese

Recensione di La Sete – Giovanni Lucchese

Leggere La Sete è stato come ficcare la testa dentro una tinozza d’acqua restando in uno stato di prolungata apnea, per poi con irruenza riemergere sul finale, a riempire i bramanti polmoni…

Questo libro, D editore, è di Giovanni Lucchese, che seguo e stimo dalla lettura dell’intenso giallo Questo Sangue Non è Mio.

Dunque l’ho atteso con molta curiosità ed un’alta aspettativa.

Cosa che storicamente fa in modo che si riceva una cocente delusione, è quasi matematico.

Vale per le persone, i libri e tutto quanto ci circonda.

O forse no?

La Sete ha due protagonisti, Lui e Lei, che si alternano perfettamente come le estremità di un metronomo nel raccontarci della loro vita, del grigio della loro esistenza e dell’unica cosa che li fa sentire vivi e li accomuna.

Il rifarsi sugli altri, fisicamente, emotivamente, sessualmente, brutalmente.

La terza protagonista è Roma, la città in cui vivono, descritta nelle diverse atmosfere, perché diversi sono i giri e le frequentazioni dei due.

Lui e lei.

Ne La Sete Lui e Lei non sono destinati a conoscersi, incontrarsi, innamorarsi o condividere un pezzo della propria vita, ma non resteranno fino alla fine totalmente sconosciuti l’uno all’altra.

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Qualcosa di importante, cruciale, per entrambi accade, qualcosa che li unirà per sempre…

La Sete è un libro epidermico, in cui si riescono a sentire il dolore, l’inquietudine, l’urgenza, il male di vivere dei protagonisti.

Un libro in cui c’è violenza, sesso e pulsioni così forti che forse neanche provandole su noi stessi riusciremmo ad accettarle, a farci i conti.

Lui e Lei invece i conti ce li fanno… con un Io che li assale, li pervade, li maciulla, si fa beffe di loro.

E noi con loro.

I protagonisti riversano, davanti ai nostri occhi di curiosi lettori, la loro Sete, la loro insoddisfazione, il vuoto che cercano, seppur diversamente, di colmare.

Ma questo buco nero non si riempie, deve certamente avere qualche perdita importante sul fondo.

Lui e Lei cercano costantemente di saziarlo, come fosse un mostro che li divora dal di dentro.

Lui si fa soggiogare da questa impellenza mentre lei ha maggiore controllo sullo sfogo da cui non può sottrarsi.

Entrambi non possono fuggire da questo gioco al massacro, non possono togliersi di dosso la smania che li rende ciò che sono.

Non è una maglia troppo aderente da strapparsi e fare a brandelli, è come fosse la loro pelle.

Questo libro è un viaggio profondo dentro due anime inquiete.

Ho amato molto anche il formato, la cura nei dettagli e l’incatenata copertina di Alessio Villotti!

P.S. Io leggo quasi prevalentemente la sera, prima di dormire, e una lettura del genere non mi sarebbe stata emotivamente possibile se non mi fosse stata servita magistralmente dalla penna di Giovanni Lucchese.

Buona lettura.

LA SETE – D EDITORE – 2020