Recensione di Libro – Maccio Capatonda

Recensione di Libro – Maccio Capatonda

Libro, una citazione:

“La comicità per me è una lotta contro la realtà, un atto di ribellione nei confronti del mondo e allo stesso tempo un modo per rivelare e rivendicare la propria natura di esseri complessi.”

E se poi me ne pento?

Questo è l’interrogativo divertito che mi frullava in testa prima di iniziare la lettura di Libro.

Esistono storie che non esistono.

Altre invece meritano di essere raccontate.

Marcello Macchia è nato all’ospedale di Vasto nel 1978, partorito da sua mamma.

Maccio Capatonda invece è nato nel 2004 dentro un armadio, quando Marcello, intento a registrare la voce fuori campo per il trailer “La febbra”, diede un nome al suo personaggio, senza pensarci troppo.

Nessuno dei due poteva immaginare che, da allora, non si sarebbero più separati, e insieme avrebbero creato sketch, trailer, serie tv e film che li avrebbero consacrati tra i protagonisti della scena comica italiana.

Marcello Macchia e Maccio Capatonda si alternano per raccontare la loro storia, dai primi istanti di vita del primo a quello che sta facendo ora (proprio adesso!) il secondo.

«Questo libro è stata come una seduta psicanalitica. Se prima quando non interpretavo un personaggio mi sentivo un manichino nudo, inadeguato, ora ho rivalutato la mia versione al naturale». 

Un’autobiografia sincera e profonda in cui veniamo a conoscenza delle passioni segrete di Marcello e come ha fatto a diventare famoso Maccio, come sono nate le produzioni più famose e come ha fatto l’autore a sopravvivere alla tragica, lenta scomparsa dei capelli.

La lettera a Michael J. Fox, la passione per il golf, il fallimentare ballo emulando Michael Jackson, le prime riprese, il debutto in tv: con Libro Marcello si confessa.

Ma attenzione, grazie alla narrazione ironica e a tratti surreale, la storia talvolta prende derive imprevedibili venendo interrotta da aneddoti paradossali, dettagli improbabili, capitoli fuori dal tempo che si insinuano tra riflessioni serissime e rivelazioni a cuore aperto.

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Libro soddisferà alcuni grandi interrogativi che i fan di Marcello/Maccio si sono sempre posti: chi è Riccardino Fuffolo? Come è nato il tormentone di Padre Maronno?

E soprattutto… che fine ha fatto Buonanima?

In queste pagine Marcello ci confida che il mestiere del comico – ma anche dell’attore – sta nel fatto di non prendersi troppo sul serio, di giocare, di non porsi limiti.

Ciò permette di dare sfogo al proprio essere più intimo, più spontaneo e originale.

E proprio questa capacità di giocare che deve essere presa sul serio.

Bisogna difenderla in tutti i modi e non permetterle di essere ingabbiata da sovrastrutture o da timori.

Libro vi farà ridere – e tanto – ma anche riflettere, sempre però con la testa di Maccio.

Maccio negli anni è riuscito a farci amare il surreale demenziale, facendoci al contempo capire quanto l’analfabetismo funzionale abbia preso piede in Italia.

Con lui ridiamo dell’italiano medio, ridendo anche di noi stessi, dei nostri campanilismi, delle nostre miserie, delle nostre idiosincrasie.

Libro è un “doppio” memoir la cui lettura è assolutamente necessaria per tutti quelli che, come il sottoscritto, considerano Maccio un vero genio contemporaneo.

Previo acquisto di uno spremiacume.

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