Adoro avere la casa pulita, pensare di poter scegliere se cenare seduti in terra sul tappeto del salone davanti la tv con mio figlio, non avere i peli dei gatti sparsi ovunque nonostante i 4 compagni di vita pelosi con cui condividiamo gli spazi, e continuare ad avere la casa che somiglia ad un bazar, piena di cose, di libri nelle librerie aperte e nelle pile che partono da terra, di ricordi, di candele, suppellettili e ammennicoli di Natale sul tavolino che non sono rientrati nelle scatole e che restano a farci da ponte tra un 25 dicembre e un altro…ma non è semplice.

Lo sarebbe, probabilmente, se la nostra dimora fosse in stile moderno-minimalista e senza tutto a vista.

Ma non è così, noi non siamo così e dobbiamo farci i conti.

Ho avuto, e per anni, una sola donna delle pulizie in grado di sistemare e pulire a fondo il nostro caos, non senza borbottamenti, ma caspita le sue pulizie duravano nel tempo.

Per il resto nessuna soddisfazione ed è cresciuta in me una piccola passione che mi rilassa, mi soddisfa, con cui quando posso inizio la giornata (dopo il caffè) che è il passaggio del Folletto.

Mi piace passare il Folletto, col suo rumore che copre qualsiasi altra cosa… il pensiero di pulire mi permette intanto di riordinare le idee, capire le priorità della giornata e una volta terminati tutti i pavimenti, e a volte anche tappeti e divani, sono pronta per affrontare le incombenze della vita. A casa vengo anche un po’ presa in giro per questo ma per me non è pulire, è avere del tempo per organizzarmi al meglio.

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Anni fa mi sarei insultata da sola per questa frase, ma bisogna fare i conti con ciò che si diventa. E va bene così.

Per il resto ho la lavastoviglie, stendere i panni mi piace perché nel frattempo chiacchiero con le piante del terrazzo, la cucina splende grazie all’aceto bianco che ci spruzzo da sempre al posto della roba chimica, il letto non lo so fare quindi ci aiutiamo, o lo si fa insieme o non si fa.

L’unica cosa che mi urta il sistema nervoso è spolverare. Certo con del buon rock a cannone sotto lo si fa meno controvoglia e più velocemente, ma bisogna auto-motivarsi e non sempre lo si vuole.

Le macchie non so smacchiarle e le formiche a casa nostra fanno come vogliono, sopratutto in questo periodo.

Poi è arrivato Lo Zen E l’Arte Di Avere La Casa Pulita, e molte cose mi sono state più chiare, con l’autrice condivido la filosofia di approccio “Godetevi le faccende e non siatene succubi: trattatele come una competenza, non un’incombenza” e soprattutto “… mai puntare alla perfezione“.

Questo è il succo e tantissime sono le soluzioni, i consigli e le astuzie che ci ho trovato dentro.

In attesa di ritrovare un valido aiuto, degno di questo nome, sono pronta a diverse situazioni e la cosa mi diverte.

 

LO ZEN E L’ARTE DI AVERE LA CASA PULITA – FABBRI EDITORI – 2019