Recensione di Morsi – Marco Peano

Recensione di Morsi – Marco Peano

Morsi il romanzo di Marco Peano ci conduce sulla strada dell’ orrore. E lo fa in maniera genuina, lentamente. Accompagnandoci verso quella che sembra essere l’ Apocalisse.

Siamo nel 1996, la storia è ambientata in una frazione di montagna del Piemonte, Lanzo Torinese. Antica gloria delle vacanze invernali degli anni’ 80, ormai caduta in rovina. In questo lembo di terra nascosta, fra le cime montuose, la vita scorre ormai sonnacchiosa, noiosa, senza nulla che turbi l’ esistenza dei propri abitanti. O almeno apparentemente.

In Morsi facciamo subito conoscenza con i due protagonisti Sonia e Teo e con le loro famiglie. Entrambi sono poco più che ragazzini. Frequentano la stessa scuola. Sonia è una bambina diligente, studiosa. Molto matura per la sua età e dotata di estrema sensibilità. Teo è un bambino, chiuso, di poche parole, già abituato al duro lavoro. Aiuta i suoi nella gestione dell’ azienda agricola.

I genitori di Sonia affrontano un momento complicato; a causa della disoccupazione e dell’ alcolismo del padre. Per questo “ad accompagnarla” nella sua crescita c’è la presenza della nonna Ada. Una donna algida, severa. Conosciuta nel paese per le sue doti da guaritrice. O da strega chissà.

In Morsi sin dalle prime righe comprendiamo quanto l’ infanzia sia di breve durata. E quanto mistero e sofferenza sommersa avvolgano la comunità montana. E quanto terrore, di lì a breve.

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Il 1996 sta per finire, l’intero borgo di Lanzo si appresta a festeggiare il Natale e il capodanno. Quando un evento di una violenza inaudita sconvolge l’ istituto scolastico. Un fatto talmente incomprensibile e folle che viene solo definito “l’incidente” .

Ma non resta un caso isolato. Nel giro di breve tempo l’intera cittadina sembra essere colpita da un’ epidemia. Tutti gli abitanti sono trascinati via, uno ad uno, dallo stesso destino di morte.

Morsi appunto sparsi, violenti, definitivi che fendono l’aria. Terribili.

Gli unici a sembrare immuni sono proprio Sonia e Teo che si ritrovano a dover crescere in fretta. Ad affrontare una fuga insieme. A conoscere il male di quel luogo, i suoi misteri. E cercare forse di andare oltre…

Questo romanzo è potente. Una favola nera. Una storia di formazione, di speranza che commuove e fa riflettere. Trovandoci molto di quanto è accaduto negli ultimi tempi. A volte il sonno delle emozioni, della sensibilità e dell’ empatia genera davvero mostri.

«Così alle nove e mezza di mattino del primo gennaio del 1997, s’ incamminarono verso il paese. Chi li avesse visti insieme, zaino in spalla, avrebbe pensato a due ragazzini (più una mascotte d’ eccezione) che stanno andando a scuola. Proprio lì erano diretti: nel centro esatto del caos, dove tutto aveva avuto inizio.»

MORSI – BOMPIANI – 2022

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