Recensione di Supersonic – Oasis

Recensione di Supersonic – Oasis

Supersonic. Quindi…Oasis!

Sì, proprio loro. La band di Manchester, i ragazzi sfrontati, quei fratelli Gallagher sempre al limite.

Liam e Noel. Adolescenza difficile in un quartiere popolare del nord dell’Inghilterra, quasi naturale cacciarsi nei guai:

“Siamo cresciuti in un ambiente schifoso, ma era normale per quelli della mia età, non eravamo sotto una campana di vetro per tredici ore al giorno. Era dura appartenere alla working class allora…”

Provenienti da una famiglia umile. Mamma Peggy, irlandese. Donna di fatica, mamma adorata. Papà Tommy, violento e distante, un nemico in casa. Soprattutto per loro due.

Noel e Liam. Quanta strada è stata fatta. Le prime strimpellate alla chitarra, i primi acuti al microfono, le prime esibizioni e le prime liti. Sì perché i due sono tremendamente diversi, il giorno e la notte, il cane e il gatto.

Dice Liam: “Io perfezionavo la mia arte al bar, affrontavo la gente vera, mentre lui perfezionava la sua arte in camera con la sua chitarra.”

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Supersonic racconta una vita sopra le righe. Una quotidianità fatta di alcool, di droghe, di sballo. Una vita al limite. Risse e incontri ravvicinati erano all’ordine del giorno. In fondo, sono pur sempre irlandesi. Parola di Noel:

“Io e Liam siamo irlandesi, di fatto. Non c’è sangue inglese nelle nostre vene, e lo sanno tutti che la gente comune beve in un modo, gli irlandesi in un altro. Gli irlandesi possono bere all’infinito.”

Ma, “gli Oasis erano decisamente come una magnifica Ferrari: bella da vedere, fantastica da guidare.” Una macchina lanciata a velocità folle dove nessuno si sentiva il migliore al mondo ma che presto avrebbe raggiunto la vetta. Noel, Liam, Bonehead, Guigsy. Piloti pazzi ma con lo spirito giusto.

I contratti discografici, la rivalità con i Blur, l’incontro con le star mondiali, i concerti da ricordare. Tutto molto veloce, quasi troppo.

Quindi il successo. Qualcosa difficile da gestire, soprattutto se provieni dai bassifondi e non vuoi omologarti a questo mondo così ipocrita. Un universo lontano anni luce da chi è abituato ad essere sfrontato e irriverente in ogni occasione. Insomma, rock’n’roll:

“Si chiama divertimento senza preoccuparsi più di tanto del futuro. Vivere il momento. Il rock’n’roll è esattamente questo.”

L’eccesso non ha mai smesso di inseguire gli Oasis. O forse il contrario. Sbornie, viaggi psichedelici, hotel distrutti. Tutto in nome della musica, del godimento, del piacere della vita.

In tutto questo vengono alla luce canzoni che presto diventeranno leggenda. “Wonderwall”, “Don’t look back in anger”, “Supersonic”, “Live forever”. Tutte scritte per mano di Noel: “…mentre gli altri si stavano divertendo, io ero quello che mandava avanti la baracca. Come un fottuto impiegato.” Canzoni che fecero uscire tutta la rabbia repressa, tutto il desiderio di rivalsa coltivato per anni.

Liam, invece, ha continuato incessantemente a camminare per la sua strada. Una strada tortuosa ma sempre stimolante, al confine con l’eccesso. Una strada alla Liam: “E’ uno a cui piacciono i casini, poco ma sicuro. Ed è sempre pronto a scatenarne nuovi.”

Ma non importa. Perché conta quello che fai sul palco. Le emozioni vincono su tutto, quelle che provi ascoltando 70000 persone cantare. Cantare qualcosa di tuo, una tua creatura:

“Il segreto del perché gli Oasis siano stati tanto grandi è che erano inclusivi. Le canzoni non parlano della vita di chi stava sul palco ma, casomai, della vita di chi stava fra il pubblico.”

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Supersonic è un libro da mandare giù tutto d’un fiato. I quattro si raccontano senza peli sulla lingua, in pieno stile Oasis. Non la mandano a dire, spiattellano tutta la verità in faccia al lettore. Diretti, come solo loro sanno fare.

Noel e Liam. Liam e Noel. Sfrontati, arroganti, sfacciati, impertinenti, casinisti, volgari. In una parola, esagerati.

“Solo perché non puoi diventare più grande o più importante di così, non significa che non puoi continuare a fare qualcosa, non credi? Non è che devi necessariamente fermarti perché hai toccato il cielo.”

Signori e signore, i fratelli Gallagher: gli Oasis!

Applausi a scena aperta.

SUPERSONIC – BALDINI CASTOLDI – 2022

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