Recensione di Pronto Soccorso Per Scrittori Esordienti – Jack London

Recensione di Pronto Soccorso Per Scrittori Esordienti – Jack London

Pronto Soccorso Per Scrittori Esordienti è un esempio di come i corsi e ricorsi storici descritti da Giambattista Vico siano una realtà immortale.

Jack London, un autore di titoli come ‘Zanna bianca’, ‘Martin Eden’ e ‘Il richiamo della foresta’, è stato un uomo generoso con la vita. Non si è mai risparmiato in niente. Neppure nelle critiche e nell’entusiasmo di rispondere a chiunque gli chiedesse qualcosa.

In Pronto Soccorso Per Scrittori Esordienti c’è una lista di suggerimenti quindi per aspiranti scrittori. Quelli che avevano la fortuna di arrivare a lui. Ma che di contro potevano avere la sfortuna di essere fotografati con un realismo salvato solo dal lirismo del rimprovero.

“Ma se il tuo modo di esprimerti è scadente, è perché i tuoi pensieri sono scadenti, è perché tu sei limitato. Se hai le idee confuse e ingarbugliate, come puoi aspettarti di esprimerle con lucidità? Se le tue conoscenze sono scarse o poco sistematiche, come possono le tue parole essere chiare o logiche? E senza il robusto sostegno di una filosofia operativa, come puoi fare ordine nel caos?”

Ecco che spicca quindi la voce di uno scrittore solido che ha fatto della vita una vera palestra. E che si chiede come possa qualcuno scrivere con passione se poi la passione non è anche appresa con le vicissitudini.

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Siamo di fronte a un trattato, ma di quelli semplici ed efficaci, senza troppi giri di parole, dove London mostra quanto sia stato un personaggio determinante per la letteratura mondiale.

Non solo per i classici intramontabili, alcuni dei quali sopracitati, ma anche per una vena letteraria al limite del furioso se provocata.

Ma non c’è solo la critica a mollare indirizzata a chi è poco dotato. C’è anche uno sprono per chi ci crede veramente e vuole puntare a diventare scrittore nonostante tutto. Perché lo stesso Jack London ha subìto numerosi dinieghi prima di affermarsi. E non ha mai mollato nonostante lo scoraggiamento.

“Si può discutere ad nauseam delle <<opportunità dello scrittore sconosciuto>>: rimane tuttavia, per quanto sgradevole, il fatto che costui non ha le stesse opportunità dello scrittore conosciuto.”

E ci dimostra quindi che come dicevamo all’inizio che in un secolo nulla è cambiato.

E’ incoraggiante però leggere come tutti siano passati dalla gogna dell’anonimato e di quanto sia dura distinguersi in un mondo aureo ma solo per pochi eletti.

“Tutti i miei manoscritti tornavano indietro. Tornavano in continuazione. Il processo sembrava opera di una macchina senz’anima. Io infilavo il manoscritto nella cassetta delle lettere. Dopo un intervallo di tempo più o meno regolare, il manoscritto mi veniva riportato dal postino. Era accompagnato da una stereotipata lettera di rifiuto.”

Segue quindi la crescita dell’autore nella storie e nei suoi stessi racconti e resoconti. A mostrare come l’attitudine e la voglia di arrivare possano diventare determinanti anche in questo campo.

Un validissimo aiuto per gli aspiranti scrittori. Ma anche una bellissima lettura per quelli affermati e per chiunque voglia conoscere la storia di uno scrittore che si è fatto da solo.

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