Recensione di Rapciclopedia. La Mia Storia – Tormento-Politanò

Recensione di Rapciclopedia. La Mia Storia – Tormento-Politanò

Rapciclopedia. La Mia Storia. Un viaggio solo andata nella vita di Tormento.

Anima sensibile, testardo, dotato di gran talento. Un precursore per tanti aspetti.

Il ragazzo venuto dalla Calabria è un monello. È una furia già da adolescente, difficile fermarlo: “Già da piccolo il cervello mi andava a tremila, non riuscivo mai a star fermo.”

Massimiliano è un vero e proprio terremoto. Anzi, è un Tormento.

Varese la sua nuova terra. Qui coltiva passioni che lasceranno il segno. Lo skateboarding, la break dance e la musica rap.

Di studiare sui libri non se ne parla. Meglio conoscere quella strana cultura figlia degli “States”. Meglio indossare pantaloni xxl e dedicare il proprio tempo ad incastrare rime.

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L’incontro con l’altro Massimiliano gli cambia la vita. Fish e Tormento diventeranno presto i “Sottotono”. Gli amici sono quelli di sempre, la crew è sempre pronta a scatenarsi. Feste, musica, rime, birre, fumo, divertimento. L’Area Cronica è una grande famiglia.

Tormento è veloce, sa quello che vuole. Entra prepotente nell’underground dei ragazzacci del rap, lo fa con sfrontatezza, petto in fuori e insolenza da vendere.

Quindi, il viaggio sognato da sempre. Gli Stati Uniti. Qui il rap è dissacrare la vita, è forma di riscatto sociale. La povertà sa di vero: “Il motivo del mio viaggio era però proprio quello: respirare il lato più “wild” della West Coast, le origini del gangsta rap, farmi un’idea di cosa volesse dire davvero ghetto.”

Tormento tocca con mano la difficile quotidianità di Los Angeles. Disagio e voglia di rivalsa. Le rime hanno il sapore di verità.

Poi la fama, i guadagni facili, una realtà che fa a cazzotti con lo scenario rap. Il festival di Sanremo, i salotti perbene, gli abiti su misura.

Il mondo hip hop ha delle regole non scritte, soprattutto in Italia. L’incompatibilità con l’universo commerciale è viscerale. Meglio pochi, maledetti e dannati.

Le critiche ai Sottotono non esitano ad arrivare. In alcuni live piovono insulti, fioccano contestazioni e gli amici colleghi ora sono i primi a voltare le spalle.

Ma si sa, la popolarità è subdola. Prima sali e poi scendi, accade tutto in un attimo: “…la cosa più difficile del successo è che devi continuare ad avere successo.”

In realtà, se non vendi vieni messo da parte. Se non riesci più ad infiammare le folle sei scaduto. Ecco puntualmente la fine dei “Sottotono”: “Ho provato l’ebbrezza del successo, la delusione dei fallimenti, il lusso delle illusioni e il cinismo dell’industria.”

Ed ecco la fine di Tormento. Gli spettri della depressione, i vizi che aumentano e l’autostima che crolla, inesorabile.

La strada insegna una cosa. Quando cadi ti rialzi, sempre. Grazie agli amici, agli affetti, alla tua forza di volontà. Il legame umano e professionale con Fish che ritorna, gli incubi scacciati via, l’amore che sboccia, la paternità. Il rap che spinge forte.

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Massimiliano, alias Tormento, è un fiume in piena. Nel suo Rapciclopedia. La Mia Storia si racconta senza censure, diretto.

Fa nomi e cognomi, non le manda a dire. Riconosce le sue debolezze, racconta i suoi drammi e condivide le sue gioie. Fotografa il suo meraviglioso mondo senza esitazioni, senza filtri. Insomma, da vero rapper, da vero soul man.

I rapporti tesi con Neffa, le amicizie con Tiziano Ferro e Giorgia, la figura quasi mistica di suo fratello Esa. Commovente la fratellanza con Primo Brown dei Cor Veleno. Una figura leggendaria nel microcosmo dell’hip hop nostrano. La sua prematura scomparsa ha segnato profondamente Massimiliano, una ferita ancora sanguinante: “Tutta la mia vita è finita dentro una bolla. Niente aveva più senso, neanche la musica.”

Tutto reale, tutto sulla pelle di Tormento. Un ragazzo vero.

D’altra parte la musica serve proprio a questo. A raccontarsi, nel bene e nel male.

E il rap non fa eccezioni. Anzi.

“Vivere la strada vuol dire conoscerne le buche.”

RAPCICLOPEDIA – BASTOLDI + CASTOLDI – 2022