Scusa Se Ti Chiamo Stronzo è un libro ricco di cliché ma che si legge con gusto. Scritto da un uomo che dispensa consigli alle donne su come cercare di accalappiare un uomo, comprenderlo e “raggirarlo” per poi magari anche tenerselo.

L’intento è quello di darci una mano chiarendo alcuni punti fondamentali e alcune nette differenze, che spesso sembrano dividere femmine e maschi nella basilare comprensione.

“I maschi sono creature semplici, se fossero una collezione di moda sarebbero quella basic. La natura ha dotato le donne della complessità, delle capacità strategiche utili a farsi desiderare, dell’intuito. Eppure ci sono molte cose dell’uomo che la donna non può capire, nemmeno con il sesto senso acceso. Verità scomode da accettare, ma tanto utili da sapere. Solo un uomo può svelare quello che frulla nella mente di un suo simile, i (pochi) pilastri che reggono le sue scelte e le sue decisioni in fatto d’amore.”

Gli argomenti che tocca sono molti, dal fatto che per un uomo un cervello non è sexy (ARGH!), quindi per quanto ci possiamo sforzare sarà sempre altro che ci farà attirare la loro attenzione, alla lingerie che insomma certo non può prevedere un comodo intimo con lo zoo sopra (ma perché?), al fatto che la volgarità attira. Una scollatura, i tacchi alti, del rossetto sgargiante… questa roba qui.

Poi ci lusinga con il fatto che siamo davvero acute, dotate di sinergologia, cioè quell’innata capacità di comprendere le cose un po’ (un bel po’) prima dei maschietti. Magari ascoltiamo e osserviamo più di loro, siamo più complesse ed in grado di gestire più cose e questo fa di noi degli esseri così sfaccettati.

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Mirko Spelta in Scusa Se Ti Chiamo stronzo ammette che loro no, loro sono 2+2 e spesso glielo devi anche spiegare.

È diversa la comunicazione, la capacità di elaborare un’informazione. Mica cattiveria!

Poi la teoria del guinzaglio che può essere lungo o corto, l’amore ai tempi dei social (spassoso) e l’atavico dilemma “se gliela do la prima sera chissà poi che pensa e come andrà ecc”.

Ma l’equazione principe del libro è questa: “L’uomo tende ad essere tanto più stronzo quanto meno gli interessa di voi, e sarà tanto meno stronzo quanto più ha interesse nei vostri confronti.” Sagace.

Il libro è ben scritto e il quarantaduenne Mirko Spelta ci propone degli argomenti, solitamente tagliati col coltello, in  maniera gradevole e più ampia di come si possa credere ma continuo a pensare che sia tutto diverso.

Ma io che ne so, i  miei rapporti sono sempre paritari e tutti mi dicono che gestisco le mie relazioni come se fossi un uomo (chissà se è un complimento?).

Per me esiste solo l’equazione ti amo, mi fai stare bene, sto con te. Non ti amo più, levati di torno, ho da fare.

Nel mezzo ovviamente ci sta tutto l’impegno che i rapporti belli e duraturi sanno richiedere.

E spesso, troppo spesso, invece le donne che conosco si auto incastrano in storie che sanno già non le farà stare bene, eppure lì sguazzano. E non penso sia colpa degli uomini. No, non lo penso.

È tutto più semplice di come la facciamo, parliamo di Amore e non esistono regole. Ma io che ne so.

SCUSA SE TI CHIAMO STRONZO – PIEMME – 2017