Recensione di Solo È Il Coraggio – Roberto Saviano

Recensione di Solo È Il Coraggio – Roberto Saviano

Solo È Il Coraggio è il libro di Roberto Saviano che meglio inquadra il periodo storico delle stragi di mafia culminato poi con la morte dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

L’ascesca del clan di Totò Riina sappiamo tutti dove ha portato in quel tragico inizio degli anni Novanta ma è una storia che parte da lontano, molto lontano, addirittura dalla fine della seconda guerra mondiale.

In Solo È Il Coraggio viaggeremo in un tempo oscuro che Saviano accenderà grazie alla sua ostinazione a raccontare la verità. Al suo bisogno di fare di luce in un periodo che ha cambiato le sorti del mondo.

Il mondo sarebbe andato da un’altra parte se la fitta rete di investigazioni e di processi dedicati fosse sboccata in un mare di rivelazioni su uno Stato, il nostro, pieno di misteri e collusioni impensabili.

Si parte dalla deflagrazione che investe casa Riina a Corleone nel ’43 uccidendo papà Giovanni e quasi tutti i maschi di casa ma lasciando intonso Salvatore, il futuro Totò. E si finisce con la deflagrazione che investe l’auto di Falcone e blocca un’ondata di giustizia senza precedenti in Italia.

“Un boato scuote il terreno. Poi, soltanto sassi. Sassi, brandelli e ossa rotte.
Sembrava che ormai fosse acqua passata, che il diavolo avesse posto il suo possente tamburo, che i fischi, gli scoppi e gli sconquassi della guerra avessero abbandonato la strada del cielo. Che almeno dall’alto non piovesse più metallo. Con il procedere dell’estate anche i bombardamenti sono finiti. E allora cos’è stato? Perché i crocifissi ora pendono storti dai loro chiodi fissati alle pareti?”

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In mezzo c’è un romanzo, è vero, una ricostruzione storica meticolosa, vero anche questo, ma soprattutto c’è l’acume dello scrittore nel raccontare il carattere di un uomo che non si è mai fermato davanti a nulla.

Partendo come giudice istruttore Giovanni Falcone già dimostra la spinta poderosa che formicola in lui per scoprire il marcio del mondo che lo circonda e che non segue la legge italiana. Già, la legge, quella che dovrebbe renderci tutti uguali ma che invece è a uso e consumo di chi sa ingannarla.

Così avanziamo nel tempo con immagini nitide forti come la crivellatura del giudice Terranova che vivremo praticamente in prima persona o come l’abnegazione a infiltrarsi di Tom Sing Sing.

Conosceremo tutti i clan dell’epoca scoprendo i collegamenti che arrivano fino ai nostri giorni. Nomi sentiti mille volte che però in Solo È Il Coraggio assumono ruoli precisi e avanzano nel romanzo con gli intenti malavitosi raccontati con immagini sempre perfettamente dettagliate e scolpite nel tempo e nello spazio.

Personaggi tridimensionali che faranno quello che tutti sappiamo e che porteranno il mondo un’altra volta nel caos. Solo È Il Coraggio, appunto. E Falcone poco alla volta diverrà l’icona di giustizia più carismatica mai nata in Italia tanto potente quanto pericolosa. E quindi da abbattere.

Nomi e vicende sono tutte vere e non aspettano che il lettore per essere scoperte fino in fondo.

Il solito ritmo di pancia, a volte battente, a volte suadente, altre volte spietato, che solo Saviano sa imprimere al suo stile unico di scrittura trasporterà la lettura in una dimensione appassionante dove le pagine voleranno una dopo l’altra. Verso quel cielo dove ha avuto inizio e dove tutto, come sempre ci ha dimostrato la storia fino a oggi, ha avuto sempre la stessa fine. Persone come il giudice Falcone, e lo stesso scrittore Saviano, ci fanno ambire a un futuro migliore.

SOLO È IL CORAGGIO – BOMPIANI – 2022

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