Recensione di Tristezza – Reggiani & Mosquito

Recensione di Tristezza – Reggiani & Mosquito

Tristezza è il primo fumetto targato Neo Edizioni ed è esattamente nel loro stile… diretto, dissacrante, provocatorio, che non risparmia i sentimenti da mettere in campo per goderne appieno.

Siamo in Argentina (ma potremmo essere ovunque nel mondo) e un morbo, una pandemia, la Tristezza, ha decimato la popolazione mondiale, lasciando pochissimi gruppi di persone vaganti per il globo.

Ma la protagonista non è la malattia, (di cui capiamo che prima di uccidere avvolge le persone con un pesantissimo manto di disillusione) bensì ciò che ha lasciato.

Scampoli di persone con il folle intento di ricostruire esattamente ciò che c’era prima, una società con le stesse dinamiche oramai disintegrate, che non portava gioia né soddisfazione neanche allora.

Il mondo è un tappeto di case disabitate, automobili abbandonate, detriti, negozi fantasma, supermercati saccheggiati, qualche animale qui e là, nostalgia dilagante, lampi di follia, e tanta umanità nel senso più becero della parola.

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Tristezza

I bambini, che non hanno fatto esperienza di ciò che fu, sono gli unici a sollevare lecite obiezioni sull’incomprensibile e caparbia volontà di mantenere i confini geografici e ripristinare un sistema che faceva acqua da tutte le parti.

I reduci, privati della “civiltà”, devono reinventarsi ma non sembrano in grado di farlo, e allora cercano goffamente di rimettere in campo le macro strutture societarie che un tempo servivano per mantenere un ordine.

Così li vediamo tentati dalla remota possibilità di ritornare ad avere gerarchie, capi, qualcuno di ancora fondamentale che dica a tutti gli altri cosa non fare, cosa fare e come farlo.

Una delle cose che certamente mi ha affascinato in Tristezza è l’assistere all’incapacità di andare avanti continuando a guardare indietro.

Senza una struttura, dei servizi primari, delle norme di base che regolano i rapporti tra esseri umani… gli uomini e le donne della possibilità di ricominciare non sanno cosa farsene.

Ho letto questo corposo fumetto come assistendo ad un interessantissimo esperimento sociale che penso potrebbe riguardarmi.

I sopravvissuti hanno l’opportunità e in teoria l’esperienza per creare qualcosa di nuovo, a misura d’uomo, più giusto ed egualitario ma la questione sembra fuori discussione.

Anzi, vengono a galla gli istinti più bassi.

Forse, qualcuno, sul finale ci lascia un pizzico di speranza partendo dalle piccole cose, ridimensionando il tutto.

Forse.

Qualcuno.

Ridimensionando.

TRISTEZZA – NEO EDIZIONI – 2021

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