Potevo continuare la mia vita sapendo che mi mancava solo il terzo e ultimo (solo per ora, spero) capitolo della vita di Sara Morozzi?

No! Dunque appena ho avuto un minimo di relax vacanziero mi sono buttata su Una Lettera Per Sara.

Coinvolgente come al solito, qui si va dritti a toccare le corde della protagonista, di quella che scruta gli altri, l’impassibile, l’imperscrutabile.

L’ex agente dell’unità più segreta dei Servizi, la donna invisibile, che con la sua arguzia e sensibilità legge il labiale, la postura, nella mente e nel passato degli altri, ora ha a che fare col suo di passato e quello di chi ha amato e le è stato accanto nella vita.

In Una Lettera Per Sara non tutto è come sembra, nemmeno ciò che c’è stato nelle mura di casa tra lei e l’uomo per cui ha lasciato marito e figlio.

E questo per la prima volta sembra destabilizzarla davvero. E noi con lei.

Il passato si ripresenta alla porta di Sara pieno di domande senza risposta, velato di nero e più inquietante di come lo ricordava.

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Siamo in aprile e l’ispettore Davide Pardo, cui ormai sono affezionata come ad uno zio sui generis, incontra quello che è stato il suo superiore, Angelo Fusco.

O ciò che ne resta, perché l’ex vice commissario sembra in uno stato spettrale, la malattia lo sta divorando e altrettanto ha fatto ciò che è accaduto a sua sorella tanti anni addietro.

A Fusco serve un favore da Pardo, deve assolutamente ottenere un incontro con un detenuto in fin di vita, Antonino Lombardo.

Ma le cose vanno per il verso storto, la tempistica è sbagliata e Fusco si ritrova a dover chiedere rapidamente aiuto a Sara.

Inizia così un’indagine tra gente poco raccomandabile che è anche un viaggio nei ricordi e nel passato di Sara e dell’amore della sua vita.

L’unica persona limpida, di cui poteva fidarsi ciecamente, che mai le avrebbe celato qualcosa.

Le gambe le tremano e a noi con lei.

UNA LETTERA PER SARA – RIZZOLI – 2020