Un Uomo Sottile – Pierpaolo Vettori

Un Uomo Sottile – Pierpaolo Vettori

Un Uomo Sottile, una citazione:

“Siamo noi i distruttori. Noi che abitiamo il tempo. Dopo il nostro passaggio niente è più vivo, mobile, caldo. Rimangono solo i ricordi, simili ad enormi monoliti preistorici, segnali muti di un’esistenza che la nostra testa di Medusa ha fissato per vivere.”

«In inglese l’espressione vanish into thin air significa all’incirca sparire nel nulla…».

La traduzione è fallace. Non è sparire nel nulla, bensì nell’aria sottile.

Svanire nell’aria sottile significa assottigliarsi, rimpicciolirsi, rimanere impigliati in un mondo minimo.

Il protagonista di Un Uomo Sottile cerca un uomo che non ha mai visto, da anni ormai rinchiuso in un Istituto di cura di Venezia, colpito da una grave malattia degenerativa.

Si tratta di un famoso scrittore italiano, ridotto ormai a una vita assente, privo di memoria, dimentico di chi è stato e di cosa ha rappresentato.

Il narratore lo cita solo con il suo acronimo, DDG, ma è evidente si tratti di Daniele Del Giudice. Di lui ha letto tutto quello che ha scritto.

E in una sorta di sfida impossibile con il destino prova a ritrovarlo, a dargli ancora consistenza, consapevolezza, andando a domandare ai personaggi letterari inventati dall’autore di Atlante Occidentale la storia di quell’uomo, quell’uomo che sembra sparito nel nulla.

Ma il protagonista di Un Uomo Sottile non dialoga soltanto con i personaggi dei romanzi di DDG.

Racconta in parallelo anche una storia privata: quella della malattia e della guarigione di sua moglie, una malattia che potrebbe apparire simile a quella che ha colpito DDG.

Alla fine il narratore decide di andare a trovarlo a Venezia. Oserà aprire la porta di quella stanza ritrovandoselo davanti?

Costruito come fossero scatole cinesi, questo romanzo ci mette in contatto con il miracolo dei romanzi che in una forma inaspettata finiscono per custodire la memoria di chi li ha scritti, anche quando l’autore non può più ricordarli.

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Pierpaolo Vettori, classe 1967, è stato finalista per due edizioni al Premio Calvino ed ha vinto con Un Uomo Sottile la V edizione del Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza.

Un grande scrittore vive nella carta dei libri che ha scritto ed è proprio lì che Vettori cerca DDG, senza indugiare con voyeurismo nelle pieghe di un dramma privato.

Un libro toccante, lirico, intimo.

Un Uomo Sottile parla del coraggio che serve per esorcizzare la paura della perdita delle persone amate, ma anche della necessità tutta umana di aggrapparsi alla bellezza al fine di preservarla, per non lasciarla andare.

Si può accettare che la mente di una persona profonda e curiosa sia cancellata di punto in bianco da una malattia? Si può venire a patti con la sofferenza?

Affrontando il misterioso e complesso tema dell’identità, Vettori indaga la relazione profonda che lo lega a Del Giudice, invitando il lettore a riscoprirne l’opera, e al tempo stesso, celebra lo straordinario potere salvifico della letteratura.

Quella prodigiosa capacità della parola scritta di proteggere dal brutale trascorrere del tempo la nostra memoria, privata o collettiva, realmente accaduta o solo vagheggiata.

Un Uomo Sottile è un omaggio sentito nei confronti di uno dei nostri talenti letterari più raffinati, un modo per prolungarne eco e ricordo.

Il 2 settembre 2021, infatti, DDG ha staccato la sua ombra da terra.

Rimane adesso la sua opera. Quella sì, immortale.

UN UOMO SOTTILE – NERI POZZA – 2021

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