Pene D’Amore è un libro che insegna che tutto il mondo è paese. Rivolto alle donne certo, ma anche a quegli uomini che si possono trovare nella stessa identica situazione dell’autrice Amalia Caratozzolo.

Quale situazione? Quella di sopravvivere al proprio ex partner. Che poi con quella parola ‘ex’ si possono intendere molte situazioni che passano dalla meteora di pochi giorni fino alla storia decennale.

Molte di queste storie di ex sono racchiuse in un modo originale in Pene D’Amore, dove una catalogazione precisa fotografa il racconto dello sfortunato incontro tra una ragazza, forse la Caratozzolo (aka AmaliaC), e il partner di turno che presto diventerà ex. Forse sono racconti autobiografici della Caratozzolo, come anche lei scrive:

“Questo libro è il frutto della sfrenata fantasia dell’autrice, ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale. Forse.”

Ecco, quel forse finale e la minuziosa ricostruzione di particolari ci fanno sospettare che appunto forse sia proprio l’autrice a immolarsi per il pubblico e a subire tutto quello che ha subito per metterlo al servizio dell’umanità.

Per non permettere più che succeda ciò che è descritto in Pene D’Amore.

Dove appunto la parola ‘pene’ ha un doppio senso che mischia la sofferenza dell’incontro con il piacere che dovrebbe avvenire con la penetrazione.

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Si scovano personaggi incredibili nascosti nelle pieghe più bieche della normalità. Persone che non sanno quello che fanno. Ma lo fanno.

L’autrice prega anche per questo motivo:

“O Maria, madre di Dio, moglie di Giuseppe, zia dello Spirito Santo, santa Vergine, pietosissima Signora, immacolata Regina gloriosa, tendi la tua destra misericordiosa, verso le tante anime che soffrono nel fuoco dell’astinenza, e liberale.
O Maria, la più pura delle spose e la più amabile delle madri; o Maria, benedetta fra tutte le donne, stendi il manto della protezione. Invocandoti io ti chiedo: vanifica, scaccia e metti in fuga ogni potenza diabolica, ogni presenza e macchinazione satanica, o ogni influenza maligna, maleficio e malocchio di uomini spietati e malvagi.

Fa’ che scompaiano le avversità e giunga abbondanza di pene.

Così sia. 

AMENoche…”

Si parte da ‘Pietro l’impotente’ e si finisce con ‘Mattia l’ambiguo’. Ogni ex è catalogato per nome, età anagrafica, età mentale, durata storia e i segni particolari per poi raccontare la storia dedicata.

I racconti sono intervallati da sante dedite al martirio dagli ex: Santa Pazienza, Santa Astinenza e tante altre. C’è anche Maria Addolorata a chiusura e sembrerebbe assomigliare all’autrice. Forse.

Pene D’Amore è anche un libro pieno d’immagini divertenti, la tematica riguarda sempre il/le pene in questione. E’ una lettura spassosa, con un’ironia tagliente e un linguaggio colorito ma mai di cattivo gusto. Ha una bellissima edizione, eccentrica e piena di sfumature originali (su tutte il necrologio finale lascia veramente il segno, anche buono come poster all’occorrenza, magari in caso di omonimia e vicinanza di situazioni)

E’ anche un ottimo regalo per quell’amica (ma anche amico) che ha bisogno di sdrammatizzare dopo l’ennesima imprevista fine impossibile di una storia con un nuovo ex.

PENE D’AMORE – BALDINI+CASTOLDI – 2020