Bella Figura, una citazione:

 

Boris qual’era il desiderio?

Andrea un desiderio.

Boris che facciamo?

Andrea non lo so…andiamo a camminare in riva al mare?

Boris  è lontano…

Andrea  lo vedi

Boris che ne hai fatto delle scarpe?

Andrea sono nella borsa… parti alla conquista del mondo con il tuo bell’armamentario. ti immagini che l’esercito avanzi, e invece sei lì che sfiorisci.

Bella Figura della drammaturga Yasmina Reza è un seducente e provocatorio omaggio al teatro in cui  le parole alzano il sipario sugli  inganni di ogni dissimulazione umana e rapiscono il comportamento suscettibile degli attori.

Il sentimento interiore di ogni personaggio è un frammento crudele di inesorabile sconfitta, recitato grazie ad un elegante e rarefatto mistero di perbenismo.

Imprevedibile ed indefinibile, prima e dopo il quale non c’è nulla.

Ogni maschera viene svelata con l’immediatezza espressiva di una ricercata e sapiente magia che affattura il lettore in uno sregolamento di convenzioni sociali e borghesi.

Smaschera così il brusco declino esistenziale di ogni umanità tradita dalle sue stesse ipocrisie.

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La commedia si svolge intorno agli istinti e le contraddizioni delle piccole vite, nella fascinazione di un’infedeltà lungo l’enigma che cattura e aggira la luce della storia nella voluta segretezza delle passioni.

Ma comicità e tragedia da “boulevard” intrecciano il cammino della dignità nel finto decoro, nella “bella figura” appunto, e cedono all’invadenza di tenere debolezze, in ogni compiaciuto ed ironico manierismo.

L’autrice distilla la dilatata imponenza di ogni attrazione stilistica, esibisce l’ostinazione privilegiata di chi, per volontà d’arte, sa imprimere alle pagine una sorte intellettuale che assorbe e confonde.

Dando il ruolo ad un’anima nel limbo, non persa ma solo in attesa di qualcosa che poi accade in un’azione drammatica.

La leggerezza raffinata è lo scenario adatto, distante da tutto e da tutti mentre il risentimento disincantato delle azioni umane e l’arguzia pungente della dialettica amorosa sono gli atti della rassegnata solitudine.

Di chi rivendica con sarcasmo e rancore il proprio egoismo.

Delicatezza e divertimento si mescolano nello sfiorire delle proprie individualità.

Bella Figura è un testo teatrale ma anche un richiamo ad una trama remota che si narra oltre i limiti del tempo e incrocia i destini nell’eco di una decadenza spirituale, travolta dall’artificio impeccabile dei rapimenti emotivi.

BELLA FIGURA – ADELPHI – 2019