Sulla Scrittura è un altro libro ben riuscito sul grande Bukowski. Oltre ai racconti e alle poesie sono rimasti moltissimi scritti di Buk che hanno continuato a impreziosire la sua irriverente personalità. Chinaski non aveva solo  la passione per le storie che fotografava nella sua variopinta, sbilenca e alcolica realtà, amava profondamente la scrittura. In modo viscerale.

In Sulla Scrittura abbiamo una raccolta di lettere scritte e (quasi tutte) spedite a personaggi del contesto letterario tra agenti, critici, editori, colleghi scrittori e personaggi di spicco dell’ambiente culturale americano.

Se nei racconti, Bukowski condisce la sua realtà con tinte romanzesche, in questa collezione di scritture esce fuori un sentimento molto più umano del grande scrittore americano. Una persona che spesso chiede permesso per scrivere a qualcuno, dotato di una profonda umiltà e di una delicata sensibilità.

Come per esempio nella lettera del 16 agosto 1965, dedicata ad Henry Miller.

“be’, è il mio 45esimo compleanno, e con questa misera scusa mi prendo la libertà di scriverti – sebbene immagini che tu riceva già abbastanza lettere da farti uscire pazzo. Persino io le ricevo, molte piuttosto vitali oserei dire elettriche. E’ quando cominciano a parlare delle poesie che si appiattiscono, e le accludono anche. sto ascoltando Chopin – già, Kristo, per certi versi sono un tipo regolare, e mi sto sbevazzando una birra.”

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Sono lettere indirizzate ad addetti ai lavori dell’ambiente letterario quindi non manca la sincerità verso un mondo che accoglie forse troppe persone rispetto a quelle che potrebbe contenere. In un mondo che prende tutti ma ne mastica e sputi i più.

“il mondo delle riviste minori per me non è un animale troppo in salute. ce ne sono 3 o 4 di buone, dopodiché, il nulla. l’altro giorno una rivista, Grist, ha cambiato una parola nella mia poesia da <<scacchi>> a <<scaccia>>, che con il resto del testo mi faceva sembrare un frocio. possono tenersi il loro club, i loro modi, ma perché forzarmi a farne parte? infastidito dalla cosa, comunque, ho scritto alla rivista.”

In questa incontenibile raccolta si sviscera un Buk molto affabile e dotato di una filosofia radicata nell’anima. Anche quando racconta della sua tremenda cirrosi epatica emana lirismo e vicinanza nonostante si tratti di un abuso alcolico e di chissà quale altri sostanze che probabilmente non ricordava neppure lui.

Sulla Scrittura è un libro profondamente godibile che si legge tutto di un fiato, che sorprende e che regala anche uno spaccato degli anni tra il 1945 e il 1993 con la solita lucida critica sociale, tanta umanità e quella dignità che ha sempre contraddistinto Charles Bukowski. Ha anche una bellissima edizione che lo rende un ottimo regalo per un amico appassionato o per chi si vuole cimentare con il tortuoso ed energico campo della scrittura creativa.

SULLA SCRITTURA – GUANDA – 2020