Buchi Bianchi di Carlo Rovelli – Recensione


Buchi Bianchi

Buchi Bianchi è il nuovo libro di Carlo Rovelli per avvicinarci all’Universo tramite sua maestà la fisica. Ovvero tutto quello che veramente succede nello spazio e nel tempo senza allungare il brodo con argomenti tipo superstizioni, religioni, complotti e via dicendo.

Nel mondo perfetto dei calcoli è possibile scoprire fenomeni fisici passando un gessetto su una lavagna fino a scrivere le formule che ne regolano i comportamenti.

Buchi Bianchi è la visione progressiva del professor Rovelli verso qualcosa che incuriosisce da quando sono stati scoperti: i buchi neri.

Nei buchi neri fino a oggi ne sono successe di ogni, calcoli matematici e quindi fisici a parte, dai cinematografici viaggi nel tempo, alla fine del mondo per i superstiziosi, a una nuova vita per i complottisti fino a qualcosa di ultraterreno per i religiosi.

Partendo dal presupposto che il buco nero è generato da una stella che collassa su stessa alla fine della sua vita, l’autore ci porta in un viaggio dove gli orologi sembrano fermarsi come il tempo stesso e dove l’orizzonte è uno spazio indefinito oltre il quale sembrerebbe cambiare il normale stato delle cose.

Invece a ben guardare, le cose per come le conosciamo anche qua sulla Terra, rimangono le stesse. E’ semplicemente il punto di vista a fare sembrare che qualcosa cambi nel profondo.

“Sulla Terra chiamiamo <<orizzonte>> la linea lontana oltre la quale non vediamo più. Se però saliamo su una nave e navighiamo verso quella linea, la possiamo attraversare: possiamo andare oltre l’orizzonte. Attraversandola non succede nulla di particolare. Svaniamo dalla vista di chi ci guarda dalla costa, senza che questo comporti alcuno speciale accadimento sulla nave (una festa, in alcuni tradizioni marinare). Sorpresa: questo è vero anche per l’orizzonte di un buco nero.”

Da questo punto però e da questo ragionamento in generale possiamo passare ad analizzare cosa accade nel buco nero e qui c’è l’intuizione di Rovelli che vede un buco bianco alla fine di esso.

Tramite una lunga chiacchierata con il suo illustre amico Hal, l’autore s’inerpica nell’imbuto all’interno del buco nero per assottigliarsi insieme allo spazio e al tempo per poi uscirne illuminato.

C’è quindi una luce alla fine del buco nero ovvero nel buco bianco? Esiste quindi questo buco bianco? Le domande servono a trasportarci nell’esperienza e nella cultura dell’autore che ci guida fino al significato dell’esistenza stessa. E di come la stessa possa influenzare il resto dell’Universo.

C’è anche Dante con noi alla scoperta dei buchi bianchi in una lettura che con parole facili racconta argomenti difficili e che, come scrive lo stesso Rovelli, può fare storcere il naso ai fisici purosangue, specialmente agli studenti, ma che sdogana argomenti complicati per trasmetterli ai più. In una lettura fruibile a tutti che vola via come il pulviscolo dell’Universo, ancora per noi umani pieno di mistero. Come i buchi neri, e i suoi buchi bianchi, e l’incontro fortunato tra spazio e tempo che determina la nostra vita.

Buchi Bianchi è anche un ottimo regalo per l’amico/a in cerca di risposte universali con parole semplici. Se lo vuoi, lo trovi QUI

BUCHI BIANCHI – ADELPHI – 2023

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