Recensione di L’Anno Senza Estate – Bérénice Capatti

Recensione di L’Anno Senza Estate – Bérénice Capatti

L’Anno Senza Estate, una citazione:

“Sara non ricordava con precisione il giorno in cui aveva iniziato come barista all’Orinbocca; non avrebbe, invece, mai dimenticato l’esaltazione con cui alle otto e ventidue scese dall’autobus di fronte alla Salemi, il primo giorno di lavoro. Aveva la testa leggera, i polmoni che si dilatavano fino quasi a far male mentre percorreva il viale. Alzò lo sguardo al cielo terso, che prometteva una splendida giornata: il sole, ancora basso sull’orizzonte, allungava i suoi primi raggi sui vetri del palazzo facendoli brillare.”

Comincia a piovere sul sentiero che porta ai piedi del Monte Adula, la vetta più alta del Canton Ticino.

Francesco Salemi, sessantotto anni, scivola in un burrone. L’unica testimone della sua fine è la ventenne Sara Gandolfi.

Francesco è un industriale di successo, proprietario di un’azienda di posateria in Brianza e grande amante della montagna.

Ha conosciuto Sara un anno prima, nel bar di Milano in cui lei lavorava.

Per lui era un periodo di stanchezza: deluso dai figli che lo affiancavano in azienda.

Cercava forze nuove per superare la crisi e, con un colpo di testa, ha assunto quella ragazza senza qualifiche né esperienza, forse credendo di potersi salvare grazie alla sua freschezza e spontaneità.

Sara, che ha imparato a vivere sentendosi sempre in bilico, non può credere alla propria fortuna.

Come nuova assistente di Francesco getta, però, scompiglio tra gli eredi di casa Salemi.

La ragazza infatti si porta sulle spalle la propria identità, forgiata in anni di vita in comunità, tra strada e lavoretti saltuari. Questo riporta alla luce odi sopiti e insofferenze verso un padre brillante ma autoritario.

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La situazione precipita quando Francesco si traferisce a Lugano; uno spostamento fisico e non solo.

Sara lo segue, aggrappandosi come può all’ancora di salvezza che rappresenta, ma non è affatto detto che lui voglia condurla in un porto sicuro.

Bérénice Capatti ha scritto libri per bambini e adolescenti, L’Anno Senza Estate è il suo primo romanzo per adulti.

Con una scrittura precisa, la Capatti riesce a coinvolgere il lettore con la storia toccante di un rapporto a tratti ambiguo tra due persone, entrambe in qualche modo borderline e fondamentalmente sole.

Persone che non fanno altro che aggrapparsi l’una all’altra, lambendosi senza mai entrare davvero in relazione.

Bisogno di ancoraggi sicuri e angoscia per il futuro uniscono difatti le due esistenze, che si influenzano in modo tanto profondo quanto superficiale.

La differenza di età e di estrazione sociale danno origine a un rapporto sbilanciato, e nessuno dei due saprà davvero cambiare l’altro.

Eppure Sara sarà l’unica scomoda testimone della morte del “Vecchio”, in un finale quasi “giallo”.

L’Anno Senza Estate rivolge lo sguardo, con garbo e sensibilità, su questioni alquanto complesse, come il suicidio assistito e il potere dei soldi e della ricchezza nell’ambito delle relazioni tra individui.

Ma anche, se non soprattutto, sulle conseguenze dell’amore.

L’ANNO SENZA ESTATE – GABRIELE CAPELLI EDITORE – 2020