Daphne Caruana Galizia era una donna, una mamma, ma soprattutto una giornalista di inchiesta.

Amante della sua terra (Malta) e della verità, amante della giustizia.

Motivo per cui è stata assassinata.

Della giustizia quella vera, non quella delle aule dei tribunali troppo spesso usata dai suoi nemici per umiliarla, azzittirla… arrivando a congelare i suoi conti bancari per ogni causa intentata contro di lei, in “via precauzionale”.

Proprio mentre si recava in banca per avere spiegazioni sui suoi conti bloccati, come racconta Roberto Saviano nella prefazione, l’hanno messa a tacere per sempre.

“A Daphne arrivano minacce di morte, le bruciano la porta della casa, squarciano le giugulari dei suoi cani, vogliono intimidirla… non ci riescono… il 16 ottobre 2017 scrive un articolo sul suo blog che chiude così “Ci sono corrotti ovunque si guardi ora. La situazione è disperata”… esce sale in auto mette in moto e parte decisa come sempre. Dopo pochi metri l’esplosione. Daphne ha cinquantatré anni.”

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In Di’ La Verità Anche Se La Tua Voce Trema, che è una raccolta dei suoi articoli e delle sue inchieste, Daphne Caruana Galizia denuncia il più grande sistema di corruzione e riciclaggio, di meccanismi torbidi.

Parla di come coloro che venivano beccati da lei, con le mani nella marmellata, usavano i mezzi più beceri e meschini per renderla ridicola all’opinione pubblica.

Una volta partecipò a una festa padronale in un paesino, dove casualmente era presente anche uno dei soggetti delle sue inchieste: questi raccolse un gruppo di sostenitori, e una piccola folla cominciò a inseguirla per le strade del paese gridando “Eccola, ecco la strega! Via la strega!” era stata costretta a citofonare al portone di un monastero per farsi aprire e mettersi al sicuro.

Gli scoop, i Panama Papers, la libertà di espressione, le censure, l’intimidazione, i migranti, le nuove destre.

Tutto questo è raccolto nella carriera di Daphne Caruana Galizia, ma anche tanto altro, come la misoginia.

“È tuo marito a scriverli per te?” “No”, rispondevo a volte, “è mio padre. E se avessi qualche fratello, ne produrrei di più.” E’ così che nostra madre, tredici anni dopo aver iniziato a scrivere per un giornale, ricordava i primi incontri con i suoi lettori. Alle feste, “dopo aver bevuto tre bicchieri di vino”, andavano da lei per scoprire quale uomo si nascondesse dietro il suo Talento.”

Una donna che amava la sua terra dicevamo, a tal punto che tra una denuncia e l’altra, tra un’ intimidazione e l’altra, aveva anche il tempo di scrivere sugli aranceti della sua città abbandonati per questioni di marketing, spingendo i maltesi a comprare le arance provenienti dal resto del mondo.

Lasciando marcire quelle dei frutteti privati.

Un vero peccato visto che nel libro si trovano anche gustose ricette per utilizzare quei succulenti frutti: “Come preparare la salsa maltese” “crostata di arance” “composta di arance e datteri” e altre.

Un modo anche questo per  combattere il degrado della suo paese recuperando più sani e antichi valori.

DI’ LA VERITÀ ANCHE SE LA TUA VOCE TREMA – BOMPIANI – 2019