Il Detenuto Zero, una citazione:

“Il cosiddetto ‘Isolamento’ era un carcere peggiore delle famose “celle bianche” della Germania, all’epoca della RAF, la Rote Armee Fraktion, o anche di quelle turche in anni più recenti. La caratteristica principale era l’assoluta mancanza di qualsiasi tipo di comunicazione con il mondo esterno. Nessuna presenza e suono umani rompevano la monotonia giornaliera. Tutto quello che si poteva fare era tenere il conto dei giorni che passavano grazie all’abbassamento notturno dell’intensità delle luci.”

America, 2009. Tre giovani geni matematici, George, Chadra e Vari, tutti figli di immigrati, vengono assunti per elaborare i sistemi di controllo di un nuovo carcere superprotetto nella base militare di Langley, a cui è stato dato il nome di “Isolamento”.

I ragazzi ben presto cominciano a porsi problemi etici sul lavoro che stanno svolgendo. Ma quando cercano di contattare alcuni giornalisti per mobilitare l’opinione pubblica diventano facili prede di strategie politiche antiterroristiche e di oscure trame. Accusati di aver divulgato segreti militari, George, Chadra e Vari vengono arrestati e rinchiusi nel carcere che hanno contribuito a progettare, diventandone i primi ospiti.

Dopo pochi giorni di detenzione, contrariamente ad ogni aspettativa, riescono però a scappare dal carcere.

Il Detenuto Zero se vuoi lo compri QUI

La loro evasione, il dilemma se si siano avvalsi della collaborazione di uno o più complici o se la loro fuga sia da attribuire esclusivamente alla loro intelligenza e alle loro spiccate abilità logico-matematiche, diventa il fulcro del processo a carico di due militari addetti al controllo dei detenuti, di cui assume la difesa Dora Campbell, avvocato di grande intuito e talento.

Ha inizio un processo in cui i massimi esperti di matematica saranno chiamati a esporre le loro teorie sul caso.

Soprattutto il dottor Blackhead, che conosce bene i tre evasi essendone l’ex professore e mentore, supporterà la difesa cercando di spiegare alla giuria ed alla corte come, tramite la semplice logica matematica, i detenuti fossero perfettamente in grado di superare il sistema, ingannandolo, senza bisogno di alcun aiuto esterno e senza parlarsi tra loro, utilizzando soltanto ragionamenti matematici.

Il finale, stordente ed inaspettato, riporta l’attenzione sull’aspetto complottistico dell’intera vicenda, rimescolando il verdetto del processo e aprendo a un nuovo scenario e, forse, ad un seguito del romanzo.

Il Detenuto Zero si rivela un giallo originale, che impegna la logica e le capacità matematiche del lettore con enigmi e postulati, toccando temi di assoluta attualità (il post 11 settembre ed il Patriot Act, i diritti costituzionali, le libertà individuali, l’immigrazione di seconda generazione, il multiculturalismo, la violazione della privacy) ed in cui si è portati a seguire una serie di ragionamenti, sì sofisticati, ma presentati in modo chiaro e “accessibile” dall’autore.

Nato nel 1947 a Calamata (Grecia), Yiannis Karvelis si è infatti laureato in Ingegneria elettrotecnica e in Pedagogia e Tecnologia e ha lavorato come ingegnere nel campo privato dell’industria e nel settore delle grandi opere pubbliche. Ha scritto quattro libri di narrativa, tutti incentrati su argomenti matematici e dalla trama giallistica.

Karvelis esplora nuovamente il rapporto tra matematica e polizieschi ed il concetto della “camera chiusa”, omaggio sia al metodo deduttivo della giallistica classica di Sherlock Holmes, Nero Wolfe e Charlie Chan sia ai misteri matematici hanno il fascino dei libri gialli come l’ultimo teorema di Fermat o la congettura di Goldbach, donandoci un divertissement estremamente godibile che ricorda “Il teorema del pappagallo” di Denis Guedj e che rende meno ostica, almeno per chi scrive, la logica matematica.

IL DETENUTO ZERO – VOLAND – 2019