Recensione di L’Isola dei Senza Memoria – Yoko Ogawa


Lisola dei senza memoria Recensioni

In un isola sperduta non si sa dove, in un tempo che ciascuno di noi può solo immaginare, un regime tiene avvinti i suoi abitanti facendogli perdere gradualmente la memoria di tutto ciò che li circonda.

Con feroce accanimento le cose sull’ Isola dei Senza memoria svaniscono.

Ci si sveglia al mattino, si ha una sorta di presagio, si capisce cosa è scomparso ed entro poche ore ci si disfa dell’oggetto, del pensiero e del ricordo stesso dell’oggetto.

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I traghetti, gli uccelli dal cielo, i francobolli, il profumo, le rose, i carillon, i romanzi… tutto viene lentamente, rigorosamente e automaticamente “messo al bando”.

Fa paura la completezza con la quale le cose smettono di esistere. Totalmente si dissolve la parte materiale e il relativo ricordo di qualsiasi cosa.

Ma non tutti gli abitanti dell’isola perdono i ricordi. Qualcuno riesce a mentenere il cuore saldo, a non disfarsi della propria memoria e si aggrappa a quel poco che resta per sopravvivere.

Bisogna stare attenti però, le cacce ai ricordi da parte della Polizia Segreta, per scovare chi ancora non si sottomette a questo regime di dimenticanza forzata, è sempre in atto e chi viene trovato va via per non fare più ritorno.

La protagonista de L’Isola dei Senza memoria ha perduto così la madre, da un giorno all’altro. Di lei non conosciamo il nome, in tutto il romanzo in realtà i dettagli non vengono riportati. Date, ambientazioni, nomi…

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Yoko Ogawa ci regala questa fiaba nera in cui i protagonisti sono sorvegliati, pilotati nel dimenticare prima le cose poi se stessi, in cui la polizia è ovunque e l’impotenza degli abitanti è totale. Tutto sotto una costante e gelida coltre di neve.

Una vita angosciante viene proposta in cui a farla da padrone è la memoria perduta e che si perderà. Una lenta inesorabile perdita di umanità accettata da tutti perché a quanto pare nessuno può nulla. Una realtà alienante che sembra davvero surreale e distante da quella che ogni giorno viviamo.

Qui il tema della perdita è alla base di tutto e molto fa riflettere quanto ci si possa abituare alla privazione, a vivere nell’oblio quando ci viene imposto con fermezza e perseveranza, senza possibilità di fare o essere altrimenti.

L’ISOLA DEI SENZA MEMORIA – IL SAGGIATORE – 2018

 

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